Immigrati, altro che soccorso in mare! Sea Watch, il video che inchioda il capitano e la procura…

La Procura di Brindisi ha aperto un fascicolo d’indagine nei confronti del comandante della nave Sea Watch 5, l’olandese Anne Van Damme, con l’ipotesi di reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’inchiesta prende spunto da alcune immagini raccolte da Frontex e pubblicate in esclusiva da Il Giornale, che, secondo il quotidiano, documenterebbero un presunto trasferimento diretto di migranti tra trafficanti libici e l’imbarcazione della Ong.

Le immagini riprese da Frontex

Secondo la ricostruzione pubblicata da Il Giornale e firmata da Fausto Biloslavo, le fotografie sarebbero state scattate l’11 maggio dall’aereo di sorveglianza Eagle 1 di Frontex, a circa 27,7 miglia dalla costa libica.

Le immagini mostrerebbero una barca veloce partita da Sabratha con a bordo cinque presunti trafficanti che avrebbe raggiunto la Sea Watch 5 per trasferire decine di migranti. Il trasbordo sarebbe avvenuto inizialmente sui gommoni della Ong e successivamente sulla nave principale.

Tra gli scatti pubblicati, quello che ha attirato maggiore attenzione ritrae uno degli uomini a bordo dell’imbarcazione libica, con il volto coperto, mentre alza il pollice verso l’equipaggio della nave umanitaria prima di fare rientro in Libia. Una fonte citata dal quotidiano definisce quelle immagini “la pistola fumante” di un presunto appuntamento tra la nave e gli scafisti.

L’indagine della Procura

Sulla base degli elementi raccolti, la Procura di Brindisi ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’indagine è nella fase preliminare e servirà a verificare se vi siano elementi sufficienti per sostenere l’accusa.

Secondo quanto riportato, la Guardia costiera libica avrebbe segnalato tre distinti trasbordi effettuati quella mattina da imbarcazioni utilizzate dai trafficanti. Frontex avrebbe inoltre rilevato la presenza di una motovedetta libica nelle vicinanze dell’area delle operazioni, che avrebbe tentato di mettersi in contatto via radio con la Sea Watch 5 senza ottenere risposta.

I controlli nel porto di Brindisi

L’attività investigativa si è estesa anche agli approdi della nave in Italia. Dopo uno sbarco avvenuto nel porto di Brindisi con 166 migranti a bordo, personale della Guardia Costiera e della Polizia è salito sull’imbarcazione, sequestrando documentazione e strumenti di navigazione.

La nave è rimasta trattenuta fino a mezzanotte, mentre due membri dell’equipaggio sono stati ascoltati dagli investigatori.

Successivamente, il 12 luglio, la Sea Watch 5 ha effettuato un ulteriore sbarco di 50 migranti nel porto di Massa Carrara.

I dati sui flussi migratori

Secondo i dati riportati da Il Giornale, gli sbarchi complessivi in Italia risultano inferiori rispetto all’anno precedente. Dall’inizio dell’anno sarebbero partiti dalla Libia 15.245 migranti, oltre 12 mila dei quali entro il 14 luglio.

Nello stesso periodo, le organizzazioni non governative impegnate nelle operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo avrebbero trasportato in Italia 3.063 persone.

La replica di Sea Watch

Sea Watch ha respinto le accuse attraverso la portavoce Giulia Messmer, che ha definito l’inchiesta un attacco nei confronti dell’organizzazione. La rappresentante della Ong ha inoltre denunciato presunte minacce di rapimento in mare da parte dei cosiddetti “partner libici” dell’Italia.

Nella replica, secondo quanto riferito dal quotidiano, non vi sarebbe stato un riferimento diretto alle immagini pubblicate da Frontex e al presunto incontro con l’imbarcazione dei trafficanti.

Attesa per gli sviluppi

La vicenda è ora al centro dell’indagine della Procura di Brindisi, che dovrà accertare se le operazioni documentate dalle immagini siano riconducibili a un’attività di soccorso in mare o se emergano elementi idonei a sostenere le ipotesi investigative formulate dagli inquirenti.

Secondo quanto riportato da Il Giornale, anche il quotidiano francese Le Figaro starebbe lavorando a una propria inchiesta sul caso. Saranno gli accertamenti investigativi a chiarire la dinamica dei fatti e le eventuali responsabilità.