Vertice Nato, Trump senza freni: “Gli Usa hanno sbagliato a ridare la Groenlandia alla Danimarca”. Poi “perdona” l’Italia
Il vertice della Nato è stato segnato dalle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha affrontato i principali dossier internazionali, dalla guerra in Ucraina ai rapporti con gli alleati europei, alternando aperture diplomatiche a nuove critiche nei confronti di alcuni Paesi membri dell’Alleanza.
Tra i temi centrali dell’incontro c’è stato il colloquio con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Trump ha affermato che i rapporti tra i due leader si sono rafforzati dopo le tensioni emerse nei mesi scorsi alla Casa Bianca. «Dallo Studio Ovale a oggi abbiamo costruito un buon rapporto», ha dichiarato il presidente americano, mentre Zelensky ha ringraziato Washington per il sostegno ricevuto, esprimendo la convinzione che Trump «farà tutto il possibile per mettere fine a questa guerra».

Nel corso dell’incontro, il presidente statunitense ha inoltre annunciato nuovi passi nella cooperazione militare con Kiev. Trump ha spiegato che i colloqui con Zelensky hanno riguardato anche i sistemi di difesa Patriot e la possibilità di concedere all’Ucraina una licenza per produrli direttamente sul proprio territorio. Washington, ha aggiunto, continuerà inoltre a sostenere lo sviluppo dell’industria ucraina dei droni militari. Il presidente americano ha anche dichiarato l’intenzione di visitare l’Ucraina una volta concluso il conflitto.
«Gli Stati Uniti resteranno nella Nato»
Nel corso del summit, Trump avrebbe rassicurato gli alleati sulla permanenza degli Stati Uniti nell’Alleanza Atlantica. Secondo quanto riferito da Reuters, citando una fonte a conoscenza dei colloqui, il presidente avrebbe dichiarato durante una riunione a porte chiuse: «Vogliamo restare con voi».
Nonostante il messaggio di continuità, Trump ha ribadito le proprie critiche nei confronti di alcuni partner europei, accusandoli di non contribuire in misura sufficiente alla difesa comune e ricordando che, a suo giudizio, gli Stati Uniti hanno sostenuto per anni un peso economico eccessivo per garantire la sicurezza dell’Alleanza.
Le tensioni con Italia e Spagna
Nel corso della giornata non sono mancati momenti di tensione diplomatica. In un primo momento Trump aveva rivolto critiche anche all’Italia, sostenendo che il Paese si fosse comportato «molto male con le sue basi», senza fornire ulteriori dettagli.
In serata, tuttavia, il presidente americano ha attenuato i toni, affermando che «l’Italia si è comportata bene» e spiegando che tutti gli alleati «hanno attraversato un brutto momento», con riferimento alle divergenze emerse dopo la crisi tra Stati Uniti e Iran.
Più duro il giudizio nei confronti della Spagna. Trump ha definito Madrid «un pessimo alleato», criticando il mancato incremento delle spese militari e arrivando a sostenere di voler interrompere i rapporti commerciali con il Paese.
Meloni incontra Zelensky
A margine del vertice, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto un colloquio bilaterale con Volodymyr Zelensky. Palazzo Chigi ha ribadito il sostegno italiano all’Ucraina, confermando la volontà di proseguire l’assistenza, con particolare attenzione agli interventi destinati al rafforzamento delle infrastrutture energetiche, frequentemente colpite dagli attacchi russi.
Groenlandia e difesa europea
Trump è tornato anche sulla questione della Groenlandia, sostenendo che gli Stati Uniti non avrebbero dovuto restituire l’isola alla Danimarca dopo la Seconda guerra mondiale e definendola ancora oggi un territorio di rilevanza strategica.
Le dichiarazioni hanno suscitato reazioni da parte di diversi leader europei. Il presidente finlandese Alexander Stubb ha confermato l’esistenza di colloqui tra Washington e Copenaghen sul tema, mentre la premier islandese Kristrún Mjöll Frostadóttir ha ribadito che la Groenlandia appartiene alla Danimarca e che la questione deve essere affrontata sul piano diplomatico.
Nel frattempo il Regno Unito ha presentato un piano per rafforzare la capacità missilistica dell’Alleanza, proponendo investimenti pari a 50 miliardi di dollari nell’arco di dieci anni per sviluppare nuovi sistemi di precisione a lunga gittata.
Il vertice si è così concluso con un messaggio di sostanziale unità sulla sicurezza collettiva, ma anche con la conferma delle profonde differenze di vedute tra gli alleati su spese militari, strategie di difesa e gestione delle principali crisi internazionali.