“Vergognatevi”. Vaccini Covid, arriva la notizia e Bassetti esplode così

Una delle più ampie revisioni scientifiche dedicate ai vaccini a mRNA contro il Covid-19 conferma il favorevole profilo di efficacia e sicurezza di questi preparati. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet, prende in esame le evidenze raccolte tra il 2020 e il 2025, analizzando i dati provenienti da miliardi di dosi somministrate nel mondo e offrendo un quadro complessivo dell’impatto della campagna vaccinale durante la pandemia.

La revisione esamina l’intero percorso dei vaccini sviluppati da Pfizer-BioNTech e Moderna, dalla fase di ricerca e sperimentazione fino al monitoraggio successivo all’autorizzazione, includendo gli studi clinici e i dati di sorveglianza raccolti nella pratica quotidiana. L’obiettivo è valutare sia l’efficacia nella prevenzione delle forme gravi della malattia sia la frequenza degli eventuali eventi avversi osservati nel corso degli anni.

Elevata protezione contro ricoveri e decessi

Secondo i risultati riportati nella revisione, i vaccini a mRNA hanno garantito un’elevata protezione soprattutto nei confronti delle forme più gravi di Covid-19. Nel periodo successivo alla vaccinazione, l’efficacia nella prevenzione dei ricoveri ospedalieri raggiunge valori prossimi al 93%, mentre quella contro la mortalità arriva intorno al 94%.

Gli autori evidenziano come questi risultati abbiano contribuito in modo significativo a ridurre il numero dei ricoveri e dei decessi durante le diverse fasi della pandemia, alleggerendo al tempo stesso la pressione sui sistemi sanitari.

Sicurezza confermata dal monitoraggio

Una parte rilevante della revisione è dedicata all’analisi della sicurezza dei vaccini. Lo studio prende in considerazione anche gli episodi di miocardite e pericardite, eventi avversi già identificati durante le campagne di farmacovigilanza.

Secondo i dati riportati, l’incidenza osservata è pari a circa 12,6 casi per milione di dosi per il vaccino Pfizer-BioNTech e a 35,6 casi per milione di dosi per quello di Moderna. Gli autori sottolineano inoltre che il rischio di sviluppare complicanze cardiache associate all’infezione da Covid-19 risulta superiore rispetto a quello osservato dopo la vaccinazione.

La revisione evidenzia che gli effetti indesiderati più comuni restano quelli già ampiamente documentati, come dolore nel punto di iniezione, affaticamento e febbre transitoria, mentre gli eventi avversi gravi continuano a essere considerati rari.

Nessuna evidenza di alterazioni del DNA

Lo studio affronta anche alcune delle affermazioni circolate negli anni sulla tecnologia a mRNA. In particolare, gli autori ribadiscono che non esistono evidenze secondo cui i vaccini a mRNA modifichino il DNA umano.

Il meccanismo d’azione descritto consiste nell’introduzione temporanea di istruzioni genetiche che consentono alle cellule di produrre la proteina Spike del virus, stimolando così la risposta immunitaria. L’mRNA viene successivamente degradato dall’organismo senza integrarsi nel patrimonio genetico delle cellule.

Le prospettive della tecnologia a mRNA

Oltre ai risultati ottenuti nella lotta contro il Covid-19, la revisione evidenzia come la piattaforma a mRNA rappresenti oggi una delle tecnologie più promettenti della ricerca biomedica.

Sono infatti in corso studi per sviluppare nuovi vaccini e terapie basati sullo stesso principio, con possibili applicazioni contro l’influenza stagionale, il virus respiratorio sinciziale (RSV), alcune malattie autoimmuni e diverse forme di tumore.

Il commento di Matteo Bassetti

Tra i commenti successivi alla pubblicazione dello studio figura quello dell’infettivologo Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova. Lo specialista ha definito i risultati della revisione un’ulteriore conferma delle evidenze scientifiche raccolte negli ultimi anni e ha espresso critiche nei confronti delle campagne di disinformazione che, durante la pandemia, hanno attribuito ai vaccini effetti privi di riscontri scientifici.

Le conclusioni della revisione pubblicata su The Lancet si inseriscono nel più ampio corpo di evidenze maturato negli ultimi anni e confermano il ruolo svolto dai vaccini a mRNA nella riduzione delle forme gravi di Covid-19, evidenziando al tempo stesso l’importanza del continuo monitoraggio della loro sicurezza attraverso i sistemi internazionali di farmacovigilanza.