Secondo l’ipotesi investigativa della Direzione Distrettuale Antimafia, Valter Lavitola sarebbe tra le persone finite sotto indagine nell’inchiesta sull’attentato dinamitardo avvenuto il 16 ottobre 2025 davanti all’abitazione del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci, a Pomezia.
Gli investigatori ipotizzano un suo possibile ruolo di mandante, un’accusa che dovrà essere verificata nel corso del procedimento. Nel frattempo i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati hanno eseguito una perquisizione nell’abitazione di Lavitola e in altri luoghi a lui riconducibili, sequestrando telefoni e computer ritenuti utili alle indagini. Oltre a lui risulta indagata un’altra persona, mentre quattro soggetti sono stati arrestati come presunti esecutori materiali dell’esplosione.
Valter Lavitola, nato a Salerno nel 1966, è imprenditore ed ex giornalista-editore. Nel corso della sua carriera ha frequentato ambienti politici di primo piano e ha conosciuto anche Silvio Berlusconi. Negli anni Duemila ha diretto il quotidiano “L’Avanti!”, ma il suo percorso è stato segnato da numerose vicende giudiziarie.
Tra i fatti accertati figurano diverse condanne definitive, tra cui quella del 2015 per illeciti legati ai finanziamenti pubblici all’editoria e quella del 2017 per tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi, nell’ambito della vicenda collegata a Gianpaolo Tarantini. In altri procedimenti, invece, è stato assolto oppure i reati sono stati dichiarati prescritti.
Un’altra condanna riguarda la tentata estorsione ai danni di Impregilo, oggi Webuild, nata da un’inchiesta su appalti relativi a un ospedale a Panama. Oggi, però, l’attenzione degli investigatori è concentrata sull’inchiesta riguardante l’attentato a Sigfrido Ranucci: si tratta di un’indagine ancora aperta e sarà l’eventuale processo ad accertare se le ipotesi formulate dagli inquirenti troveranno conferma oppure no.


