Ultimo fa litigare la sinistra: “Cosa dobbiamo fare con lui?”
Il concerto da record di Ultimo a Tor Vergata continua a far discutere. Dopo aver radunato circa 250mila spettatori in quello che viene indicato come il più grande evento musicale a pagamento mai organizzato in Italia, il cantautore romano è tornato al centro del dibattito pubblico. A riaccendere la discussione è stato un editoriale pubblicato da Repubblica, firmato da Stefano Cappellini, che utilizza il percorso dell’artista per riflettere sul rapporto tra cultura popolare, consenso e politica.
Dal secondo posto a Sanremo al trionfo negli stadi
Il punto di partenza dell’analisi è il Festival di Sanremo 2019. In quell’edizione Ultimo si classificò secondo alle spalle di Mahmood e, al termine della gara, reagì duramente alle critiche ricevute da parte di una parte della stampa.
Durante la conferenza stampa post-festival, il cantante pronunciò parole rimaste impresse nella memoria dei fan, sostenendo che il vero giudizio sarebbe arrivato dal pubblico attraverso i concerti e non dalle recensioni dei giornalisti.
A distanza di alcuni anni, i numeri sembrano avergli dato ragione. Ultimo può contare su 86 dischi di platino, 19 dischi d’oro, milioni di ascoltatori sulle piattaforme di streaming e una serie di concerti sold out culminati con il maxi evento di Tor Vergata.
L’editoriale di Repubblica
Nel suo intervento, Stefano Cappellini propone una riflessione sul fenomeno Ultimo e sul racconto della sua storia personale.
L’editorialista ricorda che il cantante è cresciuto nel quartiere romano di San Basilio, spesso associato a problematiche sociali, ma osserva anche come il suo percorso familiare sia diverso da quello raccontato in alcune narrazioni. Il padre è un ingegnere civile, la madre un’impiegata e Ultimo ha iniziato gli studi musicali fin da bambino frequentando il Conservatorio Santa Cecilia.
Secondo Cappellini, questi elementi contribuiscono a delineare una figura più complessa rispetto all’immagine di riscatto sociale spesso attribuita all’artista.
Il rapporto con la sinistra
Uno dei temi affrontati dall’editoriale riguarda il rapporto tra Ultimo e il mondo progressista.
Viene ricordato come in passato l’esponente del Partito Democratico Goffredo Bettini avesse indicato il cantante come una figura in grado di intercettare un vasto consenso popolare. Cappellini, però, si interroga con tono ironico su come la sinistra avrebbe potuto realmente avvicinarsi all’artista, citando alcune ipotesi in chiave sarcastica per evidenziare quella che considera una distanza culturale tra il mondo politico e un fenomeno musicale di enorme successo.
Un artista capace di dividere
Al di là delle polemiche, Ultimo continua a rappresentare uno dei protagonisti assoluti della musica italiana contemporanea.
Il successo del concerto di Tor Vergata conferma un rapporto diretto e molto forte con il suo pubblico, costruito negli anni attraverso tournée, brani di grande impatto emotivo e una presenza costante nelle classifiche.
Proprio questa capacità di mobilitare centinaia di migliaia di persone rende il cantautore una figura che va oltre il panorama musicale. Da una parte c’è chi lo considera il simbolo di una generazione che si riconosce nei suoi testi, dall’altra chi ne analizza il fenomeno anche sotto il profilo sociale e culturale.
Il dibattito, alimentato dopo il record di Tor Vergata, dimostra come Ultimo sia ormai non solo uno degli artisti più popolari del Paese, ma anche una figura capace di suscitare discussioni che coinvolgono musica, comunicazione e politica.