Salis, che figura! Va a protestare a Verona e finisce nel ridicolo
La visita di Ilaria Salis a Verona continua a far discutere. L’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra ha partecipato nei giorni scorsi alla campagna di tesseramento di Sinistra Italiana e al festival “Para Todos”, dedicato ai temi del G8 e dell’antifascismo. La sua presenza in città, però, ha acceso un acceso confronto politico, alimentato da alcune dichiarazioni rilasciate durante un’intervista a un’emittente locale.
Nel corso della visita, Salis ha spiegato di essere a Verona anche per portare il proprio «sostegno antifascista» e per condannare quelle che ha definito «ronde squadriste» presenti in città. Parole che hanno suscitato reazioni immediate da parte degli esponenti del centrodestra.
“Non conosco così a fondo la politica locale”
A far discutere è stata anche una risposta fornita dall’europarlamentare durante un’intervista a Telenuovo. Alla domanda su un giudizio riguardo all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Damiano Tommasi, Salis ha preferito non esprimersi.
«Guardi, non ho seguito così a fondo la politica locale. Sono stata eletta al Nordovest, per cui non mi sento di esprimermi sulla città», ha dichiarato.
L’affermazione ha alimentato le critiche di chi ritiene contraddittorio intervenire nel dibattito politico cittadino senza conoscere nel dettaglio l’attività amministrativa locale. Secondo alcuni osservatori, l’eurodeputata avrebbe evitato di entrare nel merito dell’operato della giunta pur prendendo posizione su temi di carattere politico e sociale riguardanti Verona.
Le dichiarazioni sulle ronde
Nel corso degli incontri pubblici, Salis ha definito Verona «una città come tante altre», sostenendo che vi operino ronde organizzate da esponenti dell’estrema destra. Ha inoltre affermato che «queste formazioni neofasciste non dovrebbero avere voce e spazi all’interno di una democrazia, della nostra democrazia che si fonda ed è stata costruita sull’antifascismo».
Le dichiarazioni hanno riacceso il dibattito sul tema della sicurezza urbana e sulle ronde cittadine, considerate dai promotori iniziative spontanee di controllo del territorio e giudicate invece dai critici come espressioni di gruppi riconducibili all’estrema destra.
La replica di Daniele Polato
Alle parole dell’eurodeputata ha replicato l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Daniele Polato, che ha espresso un duro giudizio sulla visita di Salis.
«La visita di Ilaria Salis a Verona è l’ennesima operazione di propaganda della sinistra costruita sulla pelle della nostra città. È paradossale che un’eurodeputata venga a dare lezioni di antifascismo in una città amministrata dal centrosinistra. Ancora più incredibile è che la stessa Salis ammetta ai microfoni di non conoscere l’operato del sindaco Tommasi e, di conseguenza, dell’amministrazione comunale e dei consiglieri di maggioranza che l’hanno invitata. Siamo al dilettantismo politico. È imbarazzante», ha dichiarato.
Polato ha poi sostenuto che il confronto politico dovrebbe concentrarsi su temi come sicurezza, degrado urbano e tutela dei cittadini.
«Ancora una volta la sinistra dimostra che, invece di occuparsi dei problemi concreti dei cittadini, delle famiglie e dei lavoratori, preferisce alimentare la propaganda ideologica. Tutto questo mentre nei quartieri crescono gli episodi di criminalità e degrado», ha aggiunto.
L’esponente di Fratelli d’Italia ha infine rivolto critiche anche alla maggioranza che governa il Comune di Verona, accusandola di aver favorito l’iniziativa.
«Chi amministra dovrebbe difendere l’immagine della città, agire per la sicurezza dei cittadini e non prestarsi a operazioni di propaganda», ha concluso.
Le dichiarazioni di Salis e la replica di Polato confermano il clima di forte contrapposizione politica attorno ai temi dell’antifascismo, della sicurezza e della gestione dell’ordine pubblico, un confronto destinato a proseguire anche nei prossimi giorni.