“Bisogna arrendersi”. Garlasco, De Rensis scrive la parola fine: “È evidente”
Il delitto di Garlasco continua a essere al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria. Mentre la Procura prosegue gli accertamenti nell’ambito della nuova inchiesta che vede Andrea Sempio iscritto nel registro degli indagati, il dibattito si concentra ancora una volta su uno degli elementi più controversi dell’intera vicenda: lo scontrino del parcheggio di Vigevano, da sempre considerato un tassello fondamentale nella ricostruzione dell’alibi.
Negli ultimi giorni il caso è tornato al centro del confronto televisivo, dove avvocati ed esperti hanno analizzato gli sviluppi investigativi. Tra gli interventi più discussi c’è stato quello dell’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi, ospite della trasmissione Zona Bianca su Rete 4.
Nel corso dell’intervista, il penalista ha espresso forti perplessità sul lavoro svolto nelle prime fasi dell’inchiesta, soffermandosi sulle dichiarazioni rese dal colonnello Gennaro Cassese, tra i primi investigatori ad ascoltare Andrea Sempio. Secondo De Rensis, resta difficile comprendere come un elemento tanto noto possa non essere stato ricordato con precisione.
«Tutta Italia sa cos’è lo scontrino di Garlasco. Possibile che Cassese, davanti ai magistrati, non ricordasse cos’è? Lui che ha sentito Sempio», ha dichiarato il legale, sottolineando la necessità di chiarire alcuni aspetti delle indagini iniziali.
L’avvocato ha poi ribadito che il punto centrale non riguarda soltanto l’esecuzione degli accertamenti investigativi, ma soprattutto la qualità con cui sarebbero stati condotti. «Facciamoci qualche domanda, arrendiamoci di fronte all’evidenza. E parliamo di indagini fatte bene», ha affermato, aggiungendo che sarà soltanto al termine della nuova attività investigativa possibile comprendere se tutti gli approfondimenti siano stati eseguiti in maniera adeguata.
Lo scontrino del parcheggio di Vigevano continua intanto a occupare una posizione centrale nella nuova fase dell’inchiesta. Gli investigatori stanno infatti svolgendo ulteriori verifiche sul documento, indicato sin dall’inizio come elemento a sostegno dell’alibi di Andrea Sempio. Parallelamente, la difesa del 38enne respinge ogni ipotesi accusatoria, ribadendo la propria estraneità ai fatti e contestando le ricostruzioni formulate dagli inquirenti.
A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso Garlasco continua a suscitare interesse e interrogativi. Ogni testimonianza, documento o dichiarazione viene attentamente esaminato nell’ambito della nuova inchiesta, che prosegue senza conclusioni definitive. Resta ferma la condanna passata in giudicato nei confronti di Alberto Stasi, mentre gli sviluppi delle prossime settimane potrebbero fornire nuovi elementi utili agli investigatori, alimentando un dibattito che continua a dividere opinione pubblica ed esperti.