“Vittorio Feltri presidente della Repubblica”: arriva la sua reazione

Le indiscrezioni sul possibile approdo di Vittorio Feltri al Quirinale trovano una netta smentita da parte del diretto interessato. Negli ultimi giorni il nome del giornalista è tornato a circolare tra le possibili figure del centrodestra in vista della futura successione a Sergio Mattarella, ma Feltri liquida l’ipotesi con il consueto sarcasmo.
Intervistato da Il Giornale, il fondatore di Libero, che ha compiuto 83 anni lo scorso 25 giugno, ha escluso qualsiasi possibilità di una candidatura al Colle.
«Io al Quirinale? Ma sono tutti ubriachi»
«Io al Quirinale? Ma sono tutti ubriachi. Cosa c’entro io con la Repubblica?! La cosa mi onora, ma mi fa anche veramente ridere», afferma Feltri, commentando le indiscrezioni circolate nel dibattito politico.
Il giornalista prosegue con una serie di battute sull’eventualità di trasferirsi al Quirinale, spiegando come una vita scandita dagli impegni istituzionali sarebbe incompatibile con le sue abitudini.
«Ma dai… io a Roma?! Chiuso al Quirinale, da solo, senza inquilini, senza il mio gatto, senza potermi portare una fidanzata… Solo di notte e obbligato a incontrare tutti quegli stranieri delle delegazioni di giorno, per carità».

Il ricordo delle votazioni del 2015
Feltri torna poi con la memoria al 2015, quando durante le votazioni per l’elezione del presidente della Repubblica raccolse 47 preferenze.
Anche quell’episodio viene raccontato con ironia: «Credo che a farlo circolare fossero stati Giorgia Meloni e Matteo Salvini e la Boldrini, che era anche una bella donna, si ingrugniva ogni volta che doveva leggere “Vittorio Feltri” sui foglietti. Era più forte di lei, cambiava espressione, poverina».
L’aneddoto su Sergio Mattarella
Nel corso dell’intervista, il giornalista ricorda anche un incontro con l’attuale capo dello Stato, Sergio Mattarella, definendolo uno dei momenti più emozionanti vissuti negli ultimi anni.
«È stata una cosa emozionante che non mi aspettavo. Io ero seduto tra gli ospiti e quando è entrato Sergio Mattarella si è fermato solo davanti alla mia poltrona, si è chinato verso di me e mi ha dato la mano. A me Mattarella è molto simpatico».
Alla domanda se quel gesto potesse essere interpretato come un simbolico passaggio di consegne, Feltri risponde senza esitazione: «Sarebbe una cosa da clinica psichiatrica, dai».

Il dibattito sul futuro del Quirinale
Le dichiarazioni del giornalista arrivano mentre il tema della successione al Quirinale è tornato al centro del confronto politico. A riaccendere il dibattito sono state le recenti parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, secondo cui l’elezione di un presidente della Repubblica espressione del centrodestra «non è più un tabù» e potrebbe diventare una prospettiva concreta nel caso di una nuova vittoria della coalizione alle elezioni politiche del 2027.
L’attuale mandato di Sergio Mattarella scadrà nel 2029 e, in vista della prossima elezione del capo dello Stato, iniziano già a circolare i primi nomi tra indiscrezioni e ipotesi politiche.
Tra questi è comparso anche quello di Vittorio Feltri, che però ha voluto spegnere sul nascere qualsiasi speculazione. Con il suo stile diretto e provocatorio, il giornalista ha ribadito di non sentirsi minimamente interessato all’idea di trasferirsi al Colle, trasformando le voci sul suo conto in un’occasione per scherzare e ribadire la distanza da qualsiasi ambizione istituzionale.