Batterio mangia-carne: ecco in quali mari italiani si trova

Con l’arrivo dell’estate e l’aumento delle temperature, cresce l’attenzione degli esperti nei confronti di alcuni microrganismi che possono proliferare più facilmente nelle acque marine.
Tra questi c’è il cosiddetto “batterio mangia-carne“, un nome che negli ultimi giorni ha attirato molta curiosità ma che, secondo gli specialisti, non deve generare allarmismi.
L’ondata di calore che ha interessato l’Europa nelle ultime settimane, con temperature vicine ai 40 gradi anche in Italia, potrebbe infatti creare condizioni favorevoli allo sviluppo del batterio in alcune aree particolari.

Non significa, però, che tutti i mari siano interessati allo stesso modo o che il rischio sia elevato ovunque. Secondo gli esperti, il batterio predilige un determinato tipo di ambienti marini.
Ma in quali aree dei mari italiani potrebbe svilupparsi questo batterio e perché gli esperti stanno seguendo con attenzione l’evoluzione della situazione?
Il Vibrio vulnificus prolifera soprattutto nelle acque calde e salmastre, motivo per cui è più diffuso nel Mar Baltico e in alcune aree dell’Oceano Atlantico. Qui la salinità relativamente bassa e le temperature estive favoriscono la sopravvivenza del batterio.
Nel Mediterraneo, la maggiore salinità rappresenta un ostacolo naturale alla sua diffusione, ma il progressivo riscaldamento delle acque sta modificando questo scenario.
Come spiega il professor Fabrizio Pregliasco, il rischio non riguarda tutto il mare italiano, bensì alcune zone specifiche. Le aree più favorevoli sono quelle vicine alle foci dei fiumi, alle lagune, alle acque stagnanti e ai punti in cui l’acqua dolce si mescola con quella marina, riducendo la salinità.
In questi microambienti, soprattutto quando la temperatura dell’acqua si avvicina ai 30 gradi, il batterio può trovare condizioni favorevoli per moltiplicarsi. L’infezione può avvenire in due modi: consumando frutti di mare o pesce crudi contaminati oppure attraverso ferite aperte che entrano in contatto con acqua contaminata.
Nella maggior parte dei casi i batteri del genere *Vibrio* sono innocui, ma alcune varianti possono provocare forme di vibriosi. Le manifestazioni più comuni interessano l’apparato gastrointestinale con diarrea, vomito e febbre, mentre nei casi più seri l’infezione può coinvolgere i tessuti profondi, soprattutto nelle persone più deboli.
Gli esperti raccomandano alcune semplici precauzioni: evitare il consumo di frutti di mare crudi, soprattutto per le persone più fragili, e non fare il bagno in presenza di ferite aperte o lesioni non ancora guarite. In caso di dolore intenso, gonfiore, arrossamento, febbre o peggioramento di una ferita dopo il contatto con acqua marina o salmastra, è fondamentale rivolgersi tempestivamente a un medico.

