Italia, la terribile notizia per chi abita in condominio

Le nostre città come si sa oggi sono pieni di palazzi più o meno grandi che a volte possono arrivare a contenere anche centinaia di persone. Andare d’accordo con tutti non è facile, specie per chi vive in condominio.

Vivere in condominio rappresenta sicuramente qualcosa che non a tutti piace, ma con cui si deve fare i conti se si vive in una grande città. Oggi condominii sono presenti anche nei piccoli e tante a volte sono le scaramucce tra i condomini che riguardano gli argomenti più disparati.

Basti pensare a quando nelle riunioni di condominio ad esempio ci sono discussioni inerenti il pagamento delle utenze o degli eventuali lavori da svolgere nelle pertinenze dell’edificio. Mettere d’accordo tante teste non è assolutamente facile, ma purtroppo bisogna convivere con le regole di condominio.

Regole che a volte sono anche molto severe e che bisogna rispettare se si vuole andare d’accordo con tutti. Purtroppo non sempre c’è chi è pronto a rispettare le regole dettate soprattutto dagli amministratori di condominio, che seguono praticamente ogni pratica dell’immobile e ogni decisione che viene presa.

Non è facile vivere in condominio, e anche se si ha l’indipendenza della propria abitazione, bisogna sempre dar conto a qualcun altro, e ovviamente al vivere civile.

Ma adesso per chi abita in condominio sta arrivando una vera e propria brutta notizia, di quelle che non si vorrebbero mai sentire. Andiamo a vedere nel dettaglio che cosa sta succedendo e di che cosa si tratta.

Abbiamo tutti presente i bonus emanati dal Governo circa i lavori di adeguamento delle proprie abitazioni secondo ad esempio le linee guide del risparmio energetico. Si tratta soprattutto del SuperBonus edilizio di cui molti italiani hanno già usufruito.

E che si è utilizzato anche per abitazioni che si trovano in condominio. Nella manovra 2024 il Governo ha previsto però che chi decide di vendere un immobile che ha beneficiato del SuperBonus dovrà pagare una aliquota più alta.

A partire dal 1° gennaio 2024, se l’immobile su cui sono stati effettuati interventi di riqualificazione al 110%, viene ceduto prima di dieci anni dalla fine lavori, la plusvalenza del 26% andrà calcolata tenendo conto del maggior valore dovuto ai lavori di ristrutturazione.

Una vera e proprio batosta a cui alcuni enti non ci stanno, e chiedono di rivedere la norma in quanto non è giusto che anche chi abita ad esempio in un casa di condominio che ha acquistato tanti anni fa possa subire un incremento così alto. L’iniziativa del Governo è volta a contrastare una eventuale speculazione edilizia.

Da Confedilizia spiegano che “la norma sulle plusvalenze in caso di vendita di beni immobili oggetto di superbonus presenta criticità sotto più profili” – questa la nota dell’associazione. “Per interpretazione costante le plusvalenze, oggi previste dal Tuir, su immobili e terreni sono il frutto di attività speculativa. L’arco di 10 anni dal termine di lavori entro il quale viene effettuata la vendita plusvalente non ci sembra, invece, idoneo a dimostrare la finalità speculativa; il maggior valore potendo derivare da una miriade di cause” – così continua ancora la nota.

Vedremo se quindi il Governo accetterà di rivedere la norma secondo quanto richiesto dalle associazioni di categoria, le quali assolutamente non ci stanno.