“Convocato in caserma”. Sorelle scomparse, cosa sta succedendo

Proseguono senza sosta le ricerche di Sarah e Alisya, le due sorelle di 12 e 16 anni scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in Abruzzo, nella notte tra il 6 e il 7 giugno. A oltre dieci giorni dalla loro sparizione, gli investigatori stanno concentrando l’attenzione sull’ipotesi che le due adolescenti possano essere state aiutate da una o più persone esterne.

A rilanciare questa possibilità è stato il procuratore capo di Cassino, Carlo Fucci, che nel corso di un intervento al Tg1 ha evidenziato come il lungo periodo trascorso senza notizie renda difficile immaginare che le ragazze stiano affrontando da sole la loro permanenza lontano dalla struttura che le ospitava.

«È probabile che siano con qualcuno», ha affermato il magistrato, sottolineando come due minorenni difficilmente potrebbero organizzarsi autonomamente per così tanti giorni senza alcun supporto logistico o economico. Un’ipotesi che sta orientando anche parte delle attività investigative attualmente in corso.

Sentito il fidanzato diciottenne di Alisya

Nell’ambito degli accertamenti, il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Sulmona, Luciano D’Angelo, ha convocato il fidanzato diciottenne di Alisya per raccogliere informazioni utili a ricostruire quanto accaduto nelle ore precedenti alla scomparsa.

Gli investigatori intendono chiarire gli spostamenti e i contatti del giovane nella notte tra il 6 e il 7 giugno, quando le due sorelle hanno lasciato la casa famiglia. Al momento non risultano accuse o sospetti formalizzati nei suoi confronti, ma gli inquirenti ritengono fondamentale verificare ogni elemento che possa contribuire a individuare eventuali persone coinvolte nell’allontanamento delle ragazze.

L’ipotesi che Sarah e Alisya abbiano ricevuto aiuto durante la fuga appare sempre più plausibile agli occhi degli investigatori, che stanno analizzando reti di conoscenze, amicizie e possibili punti di appoggio.

Ricerche estese e verifiche su ogni segnalazione

Le operazioni di ricerca coinvolgono forze dell’ordine, volontari e associazioni specializzate nella ricerca di persone scomparse. Ogni segnalazione viene attentamente verificata, così come tutti i luoghi che potrebbero offrire elementi utili per rintracciare le due adolescenti.

Nel frattempo si valuta anche l’impiego del Life Seeker, uno speciale sistema tecnologico utilizzato nelle operazioni di soccorso. Il dispositivo è in grado di individuare telefoni cellulari e creare reti temporanee di comunicazione anche in zone caratterizzate da una copertura telefonica scarsa o assente, aumentando le possibilità di localizzare eventuali dispositivi utilizzati dalle ragazze.

La speranza del padre: «Il mio cuore mi dice che stanno bene»

In queste ore di grande apprensione emergono anche le parole del padre delle due sorelle, Stefano Di Giacinto, che continua a nutrire la speranza di poter riabbracciare presto le proprie figlie.

Attraverso l’associazione Penelope Abruzzo, impegnata nel supporto alle famiglie delle persone scomparse, l’uomo ha espresso la convinzione che Sarah e Alisya siano ancora in buone condizioni.

«Il mio cuore mi dice che stanno ancora bene», è il messaggio riportato dalla referente dell’associazione, Alessia Natali.

Una speranza che convive con la preoccupazione per l’assenza di notizie certe e con l’angoscia di giorni che sembrano non passare mai per i familiari delle due ragazze.

L’ipotesi dell’aiuto dall’esterno

Tra le piste al vaglio degli investigatori vi è anche quella avanzata dall’associazione Penelope Abruzzo, secondo cui le sorelle potrebbero aver lasciato la struttura con il supporto di qualcuno che conosceva bene la casa famiglia e le sue caratteristiche, inclusi eventuali punti meno sorvegliati.

Si tratta, al momento, di una semplice ipotesi investigativa che dovrà essere verificata attraverso ulteriori accertamenti. Le indagini proseguono infatti su più fronti con l’obiettivo di ricostruire l’esatta dinamica dell’allontanamento e riportare Sarah e Alisya in sicurezza nel più breve tempo possibile.

Nel frattempo resta alta l’attenzione delle autorità e della comunità locale, che continua a seguire con apprensione l’evolversi di una vicenda che tiene con il fiato sospeso l’intero Paese.