Sorelline svanite nel nulla, la notizia improvvisa a 14 giorni dalla scomparsa

Si infittisce il giallo legato alla scomparsa di Sarah e Alisya Di Giacinto, le due sorelle di 12 e 16 anni sparite nel nulla il 7 giugno dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila. Nelle ultime ore uno degli elementi che aveva attirato maggiormente l’attenzione degli investigatori e dell’opinione pubblica ha subito una significativa battuta d’arresto. Il fermaglio rosso per capelli rinvenuto lungo un sentiero montano della riserva naturale della Camosciara, inizialmente ritenuto una possibile traccia riconducibile alla più giovane delle due ragazze, non sarebbe stato riconosciuto dal padre Stefano Di Giacinto. Una precisazione che ridimensiona notevolmente il valore investigativo del reperto e che impone agli inquirenti di mantenere aperte tutte le piste possibili.

A fare chiarezza sulla vicenda è stata l’associazione Penelope Abruzzo, impegnata nel supporto alle famiglie delle persone scomparse e da giorni vicina ai parenti delle due adolescenti. In una nota ufficiale, l’associazione ha sottolineato come si sia creato un eccessivo clamore attorno al ritrovamento dell’accessorio. Secondo quanto spiegato, il padre delle ragazze non avrebbe mai identificato il fermaglio come appartenente con certezza alla figlia Sarah. L’uomo avrebbe semplicemente confermato che entrambe le sorelle, e in particolare la dodicenne, utilizzavano frequentemente oggetti simili. Si tratta infatti di un accessorio molto comune tra le bambine e le adolescenti, elemento che rende impossibile stabilire un collegamento diretto con la scomparsa senza ulteriori riscontri scientifici o investigativi.

Il ritrovamento era stato inizialmente segnalato da un’amica di Sarah, convinta di aver riconosciuto l’oggetto. Tuttavia, gli approfondimenti successivi hanno evidenziato come tale identificazione non possa essere considerata sufficiente per attribuire il fermaglio alla ragazza. Inoltre, gli investigatori ricordano che il sentiero della Camosciara è una zona particolarmente frequentata da escursionisti, turisti e visitatori durante tutto l’anno. Proprio per questa ragione, l’accessorio potrebbe trovarsi sul posto da molto tempo, anche da un periodo antecedente alla sparizione delle due sorelle. Gli esperti invitano quindi alla massima prudenza, sottolineando che ogni elemento deve essere verificato con attenzione per evitare conclusioni affrettate che potrebbero compromettere il corretto svolgimento delle indagini.

Parallelamente alla pista del fermaglio, un’altra segnalazione ha attirato l’interesse dei Carabinieri che coordinano le ricerche. Una commerciante di Civitella Alfedena ha infatti raccontato agli investigatori un episodio avvenuto nel fine settimana del 17 maggio, circa tre settimane prima della scomparsa delle ragazze. Secondo la testimonianza, due uomini dal comportamento ritenuto insolito sarebbero entrati nella sua attività commerciale mostrando atteggiamenti che hanno destato sospetti. La donna ha riferito di aver chiesto loro il motivo della presenza in paese e di aver ricevuto come risposta che stavano effettuando una sorta di ispezione della zona. Una spiegazione che, già allora, le aveva lasciato una sensazione di inquietudine.

La commerciante ha inoltre fornito ulteriori dettagli agli investigatori. I due uomini, secondo il suo racconto, avrebbero tentato di appropriarsi di un pacchetto di caramelle salvo poi riporlo una volta accortisi di essere osservati. Successivamente avrebbero ordinato due calici di vino rosso, ma poco dopo, mentre parlavano concitatamente al telefono e tra loro, avrebbero mostrato un evidente nervosismo. Uno dei due avrebbe addirittura svuotato il proprio bicchiere nel lavandino prima di allontanarsi rapidamente dal locale insieme al compagno. Al momento non esiste alcun collegamento ufficiale tra questo episodio e la sparizione di Sarah e Alisya, ma la coincidenza temporale ha spinto la donna a formalizzare la sua testimonianza. Proprio in quei giorni, infatti, alcuni familiari avevano fatto visita alle ragazze nella struttura che le ospitava. Intanto le operazioni di ricerca proseguono senza sosta. Oltre ai Carabinieri e ai Vigili del Fuoco del comando provinciale dell’Aquila, sono entrati in azione anche gli specialisti del nucleo di Soccorso Subacqueo Acquatico di Ancona. Le squadre stanno effettuando controlli approfonditi nel lago di Barrea, ispezionando il fondale, le aree vicine ai piloni del ponte che attraversa il bacino artificiale e tutte le zone considerate potenzialmente rilevanti. Le perlustrazioni continuano anche lungo i sentieri montani e nelle aree boschive circostanti, nella speranza di individuare qualsiasi elemento utile a chiarire il destino delle due sorelle scomparse. Dopo quasi due settimane di ricerche incessanti, il mistero resta ancora irrisolto e ogni nuova segnalazione viene attentamente verificata dagli investigatori, determinati a non lasciare nulla di intentato.