“Ahia, mi fa male!”. Sorelle scomparse, spunta l’ultimo audio scioccante di Alisya prima di scomparire

Un piccolo fermaglio rosso per capelli potrebbe rappresentare la svolta nelle ricerche di Alisya e Sarah, le due sorelle di 16 e 12 anni scomparse ormai da undici giorni dalla casa famiglia che le ospitava nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo. L’oggetto, decorato con piccoli fiorellini, è stato rinvenuto lungo un sentiero montano a poche centinaia di metri dalla struttura e ora è al centro delle verifiche degli investigatori.
Il fermaglio è stato trovato da un medico proprietario di una casa estiva nella zona, situata a oltre 1.100 metri di altitudine. Durante una passeggiata nei boschi, l’uomo ha notato l’accessorio e lo ha raccolto, segnalando immediatamente il ritrovamento. Secondo le prime ipotesi, potrebbe appartenere a Sarah, la più piccola delle due sorelle.
La segnalazione è stata trasmessa all’associazione Penelope, che segue il caso su incarico del padre delle ragazze, Stefano Di Giacinto. Saranno ora gli investigatori a stabilire se esista un collegamento diretto tra il fermaglio e la dodicenne. Nel frattempo, i carabinieri hanno intensificato le ricerche concentrandosi sull’area montana circostante e nella riserva naturale della Camosciara.
La fuga nella notte dalla casa famiglia
Le due ragazze si sono allontanate dalla comunità educativa “Ofh-Hope” di Civitella Alfedena nella notte tra il 6 e il 7 giugno. Secondo quanto ricostruito, la sorella maggiore avrebbe chiesto un farmaco agli operatori la sera precedente, un gesto che gli investigatori ritengono possa essere stato parte di un piano studiato per monitorare i movimenti all’interno della struttura.
L’allarme è scattato soltanto la mattina successiva, quando le due adolescenti non si sono presentate a colazione. Da quel momento è iniziata una complessa attività investigativa che coinvolge diverse procure e forze dell’ordine.
Una vicenda familiare complessa
Sul caso pesa anche una situazione familiare particolarmente delicata. Le due sorelle, figlie di genitori separati, erano finite in una struttura protetta dopo la sospensione temporanea della responsabilità genitoriale disposta nel 2023. Nel 2024 erano state trasferite in Abruzzo e, proprio alla fine dello scorso maggio, al padre era stata revocata la misura di sospensione.
La Procura di Sulmona coordina l’inchiesta per sottrazione e scomparsa di minori, disponendo perquisizioni e controlli sia in Abruzzo sia nel Lazio, con particolare attenzione alle campagne del Cassinate.
La pista del rifugio segreto
Tra gli elementi che stanno orientando le indagini ci sono le dichiarazioni del fidanzato diciottenne della ragazza più grande. Il giovane si è detto convinto che Alisya e Sarah si trovino in un luogo sicuro e segreto, assistite da alcuni parenti.
Una pista che gli investigatori non escludono e che avrebbe portato ad ampliare il raggio delle ricerche anche fuori dall’Abruzzo. Il procuratore di Cassino, Carlo Fucci, non ha smentito l’esistenza di verifiche in corso nel territorio laziale.
L’appello del padre: “Controllate gli acquisti di cibo senza glutine”
Con il passare dei giorni cresce l’angoscia dei familiari. Da una parte l’avvocato della madre, Enrico Mastantuono, denuncia la mancanza di comunicazioni ufficiali sugli sviluppi dell’inchiesta, sostenendo di apprendere le novità esclusivamente attraverso gli organi di informazione.
Dall’altra parte, il padre delle ragazze ha lanciato un accorato appello attraverso un video diffuso sui social e ai media. L’uomo ha chiesto a cittadini e commercianti di prestare attenzione a eventuali acquisti insoliti di prodotti senza glutine, ricordando che Sarah soffre di celiachia e necessita di alimenti specifici che non avrebbe portato con sé al momento della scomparsa.
Mentre le ricerche proseguono senza sosta, il ritrovamento del fermaglio rosso potrebbe rappresentare il primo indizio concreto emerso dall’inizio della vicenda. Un dettaglio apparentemente insignificante che, in queste ore, alimenta la speranza di poter finalmente ritrovare le due sorelle e fare luce su una scomparsa che continua a tenere con il fiato sospeso l’intero Paese.