Sorelle scomparse, la notizia poco fa dai boschi nell’Aquilano

Sono trascorsi ormai diversi giorni dalla scomparsa di Alisya e Sarah, le due sorelle di 16 e 12 anni allontanatesi dalla comunità che le ospitava a Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila.

Le autorità continuano a lavorare su più fronti. Da una parte proseguono le verifiche sul territorio, dall’altra si analizzano tutti gli elementi raccolti nei giorni successivi alla scomparsa. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione gli ultimi movimenti delle due ragazze, senza escludere alcuna possibilità e valutando attentamente ogni dettaglio emerso nel corso delle indagini.

La vicenda affonda le proprie radici in un percorso complesso vissuto dalle due sorelle negli ultimi anni. Dopo essere state affidate ai servizi sociali, erano state inizialmente separate per poi essere nuovamente riunite nel 2024 all’interno della comunità “Ofh Hope“, una struttura immersa nel verde del Parco Nazionale d’Abruzzo.

Nel frattempo, gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e verificando ogni possibile elemento utile, nella speranza che possa emergere un dettaglio decisivo.

Nelle ultime ore, però, è emersa una novità che potrebbe aiutare a ricostruire quanto accaduto dopo la fuga. Le verifiche si concentrano infatti su un elemento considerato particolarmente importante dagli investigatori.

Uno dei principali fronti dell’inchiesta riguarda i telefoni cellulari che le due sorelle avrebbero portato con sé al momento della scomparsa. Secondo quanto emerso, due delle tre schede telefoniche risultano intestate a un uomo di origine kosovara e al compagno della madre delle ragazze. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire ogni movimento attraverso l’analisi dei dispositivi.

I telefoni risultano però inattivi ormai da circa 96 ore. L’ultimo segnale è stato registrato il 10 giugno nell’area del Parco Nazionale d’Abruzzo, prima che ogni comunicazione si interrompesse. Gli accertamenti proseguono anche sul terzo numero telefonico, nella speranza di individuare eventuali collegamenti con celle telefoniche che possano restringere il perimetro delle ricerche.

Parallelamente continuano le attività investigative dei carabinieri, che hanno ascoltato più volte come persona informata sui fatti il fidanzato diciottenne di Alisya, Youssef, di origine egiziana. L’obiettivo è ricostruire gli ultimi contatti avuti dalle ragazze e verificare se qualcuno possa averle aiutate dopo l’allontanamento dalla comunità. Al momento gli investigatori continuano a lavorare senza trascurare alcuna pista.

Nel frattempo, la Procura di Sulmona ha avviato un procedimento per sottrazione e abbandono di minori in seguito alle denunce presentate dai genitori. Anche i dispositivi utilizzati all’interno della struttura sono oggetto di approfonditi accertamenti, così come le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nei punti di accesso al paese.

Le ricerche sul territorio proseguono senza sosta. Le squadre impegnate nelle operazioni stanno ispezionando rifugi di montagna, casolari isolati, grotte, edifici disabitati e numerose aree boschive dell’Aquilano. Più volte sono stati controllati anche il cimitero di Civitella Alfedena e i sentieri circostanti. L’ipotesi che le due sorelle abbiano pianificato la fuga resta tra quelle prese maggiormente in considerazione dagli investigatori, anche alla luce dello zaino con pochi effetti personali che avrebbero portato con sé. Resta però ancora da chiarire se abbiano agito autonomamente oppure se qualcuno le stesse aspettando all’esterno della comunità. L’auspicio è che le ricerche possano presto fornire risposte concrete su una vicenda che continua a tenere con il fiato sospeso l’intero Paese.