Presunto attentato di Hamas in Europa: “Sventato ma c’è un video”

Un presunto attentato riconducibile ad Hamas sarebbe stato pianificato in Europa in occasione del secondo anniversario dell’attacco del 7 ottobre 2023 contro Israele. È quanto emerge da una vasta indagine internazionale coordinata dalla magistratura tedesca, che nelle ultime ore ha portato alla luce nuovi dettagli su una presunta rete operativa attiva in diversi Paesi europei.
Le informazioni sono state rese note dal procuratore generale federale tedesco, che ha illustrato gli sviluppi dell’inchiesta durante una conferenza stampa a Karlsruhe. Secondo gli investigatori, il piano sarebbe stato sventato grazie a una serie di operazioni condotte tra il 2025 e il 2026, culminate con numerosi arresti e sequestri.
Il video di rivendicazione trovato durante le perquisizioni
Uno degli elementi ritenuti più significativi dagli inquirenti è il ritrovamento di un video preregistrato di rivendicazione.
Secondo quanto riferito dalla Procura federale tedesca, il filmato sarebbe stato sequestrato nel corso delle operazioni effettuate nell’autunno del 2025 a uno dei sospettati coinvolti nell’indagine.
«A uno dei sospettati è stato sequestrato un video preregistrato in cui il gruppo rivendicava la responsabilità dell’attentato», ha dichiarato il procuratore generale federale Jens Rommel.
Sempre secondo gli investigatori, il contenuto del video farebbe esplicito riferimento a un attacco che avrebbe dovuto essere compiuto in concomitanza con il secondo anniversario del 7 ottobre 2023, attorno alla data del 7 ottobre 2025.
Una rete estesa in diversi Paesi europei
L’inchiesta ha inizialmente portato all’arresto di nove presunti sostenitori di Hamas, accusati di aver partecipato alla gestione logistica di armi e munizioni destinate all’organizzazione.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, gli indagati avrebbero svolto attività di trasporto, stoccaggio e movimentazione di materiale bellico a partire dall’estate del 2025.
Con il proseguimento delle indagini, gli accertamenti si sono estesi oltre i confini tedeschi, coinvolgendo diversi Paesi europei.
Nei mesi successivi sono state arrestate altre sei persone tra Germania e altri Stati del continente. L’ultimo fermo è stato eseguito alla fine di maggio in Danimarca, mentre ulteriori operazioni hanno interessato il Regno Unito e Cipro.
Il ruolo di Vienna nella presunta rete logistica
Tra gli elementi emersi nel corso dell’indagine figura anche il ruolo attribuito a uno degli indagati, che secondo gli investigatori avrebbe avuto il compito di custodire armi nella città di Vienna.
Questo particolare rafforzerebbe l’ipotesi di una struttura logistica articolata e distribuita in più Paesi europei, in grado di garantire supporto operativo e approvvigionamento di materiale.
Le autorità, tuttavia, mantengono il massimo riserbo su diversi aspetti dell’inchiesta. Non sono stati infatti diffusi dettagli sulle tipologie di armi sequestrate né sui possibili obiettivi che sarebbero stati individuati dagli organizzatori del presunto attentato.
Le indagini proseguono
L’inchiesta resta aperta e gli investigatori stanno cercando di chiarire il ruolo dei singoli arrestati e il livello effettivo di avanzamento del piano.
Al momento non risultano attacchi portati a termine né sono stati resi noti eventuali bersagli specifici. Gli inquirenti sottolineano però che il ritrovamento del video di rivendicazione e dei materiali sequestrati rappresenta un elemento centrale per comprendere la portata dell’operazione e le intenzioni del gruppo coinvolto.