Alberto Stasi, primo giorno fuori dal carcere: dove è andato a vivere. I Poggi sgomenti

Dopo oltre dieci anni e mezzo trascorsi tra detenzione e misure alternative, per Alberto Stasi si apre una nuova fase della sua vita. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha infatti disposto l’affidamento in prova, consentendogli di lasciare definitivamente il carcere di Bollate e di proseguire il proprio percorso di reinserimento sociale fuori dall’istituto penitenziario.

La decisione rappresenta un passaggio significativo nell’esecuzione della pena per l’ex fidanzato di Chiara Poggi, condannato in via definitiva per l’omicidio della giovane avvenuto a Garlasco nel 2007. Il provvedimento è diventato operativo nelle ore successive all’udienza, quando i giudici hanno depositato l’ordinanza che ha reso esecutiva la misura alternativa.

Dopo aver salutato il personale penitenziario e gli altri detenuti, Stasi ha raccolto i propri effetti personali e ha lasciato il carcere. La sua nuova residenza, almeno per il momento, è l’abitazione della madre, Elisabetta Ligabò, situata nell’hinterland milanese.

Nelle motivazioni del provvedimento, i magistrati hanno evidenziato il percorso compiuto dal detenuto durante gli anni di detenzione e semilibertà. L’ordinanza descrive un profilo caratterizzato da «equilibrio e resilienza», sottolineando come il comportamento tenuto sia stato improntato a maturità e consapevolezza. I giudici hanno inoltre rilevato l’assenza di legami con ambienti o dinamiche criminali e hanno valutato positivamente la regolarità della condotta mantenuta durante il periodo di semilibertà.

Particolare rilievo è stato attribuito anche all’atteggiamento assunto da Stasi nei confronti della condanna. Secondo quanto riportato nell’ordinanza, egli avrebbe accettato l’esecuzione della pena pur continuando a ritenere ingiusta la sentenza, senza tuttavia manifestare opposizione alle regole dell’istituzione penitenziaria e rispettando tutte le prescrizioni imposte.

Determinanti per la decisione finale sono state inoltre le relazioni degli operatori del carcere e il parere favorevole espresso dalla Procura generale, elementi che hanno contribuito alla valutazione positiva del percorso di reinserimento.

La nuova quotidianità di Alberto Stasi sarà comunque scandita da precise condizioni. L’affidamento in prova prevede infatti l’obbligo di rientro notturno presso il domicilio e il divieto di lasciare la Lombardia senza preventiva autorizzazione. Gli spostamenti resteranno quindi soggetti ai limiti previsti dalla misura alternativa.

Le prime ore di libertà sono trascorse lontano dall’attenzione mediatica. Il trasferimento nell’abitazione della madre è avvenuto in forma riservata, senza dichiarazioni pubbliche e senza particolari esposizioni ai media. Tra le novità della nuova fase vi è anche la possibilità di muoversi autonomamente e di tornare a guidare, dopo anni trascorsi senza mettersi al volante.

Per Alberto Stasi si apre ora un capitolo diverso, caratterizzato da una maggiore autonomia ma ancora sottoposto al controllo e alle prescrizioni previste dall’ordinamento. Una fase che rappresenta l’ultimo tratto di un lungo percorso giudiziario e penitenziario destinato a rimanere tra i più discussi della cronaca italiana degli ultimi decenni.