“Devo purificarlo dal demonio!”. L’orrore di un prete su un ragazzino: Italia sconvolta

Ci sono luoghi che per intere generazioni hanno rappresentato rifugio, ascolto e protezione. Spazi silenziosi dove la fede incontra la fragilità umana e dove ogni parola pronunciata dovrebbe trovare conforto e sicurezza. Quando però proprio quelle mura diventano teatro di un’inchiesta giudiziaria, il senso di smarrimento travolge un’intera comunità.
È quanto accaduto nel Salento, dove un sacerdote di 69 anni, attualmente in servizio presso la diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, è stato posto agli arresti domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico. L’uomo è accusato di presunte molestie sessuali nei confronti di uno studente minorenne.
Il provvedimento cautelare è stato eseguito dagli agenti della Squadra Mobile di Lecce su disposizione del giudice per le indagini preliminari Francesco Valente, che ha accolto la richiesta avanzata dal sostituto procuratore Erika Masetti. Alla base della misura restrittiva vi sarebbero i gravi indizi raccolti nel corso delle prime fasi investigative.

L’indagine è partita dalla denuncia della madre del ragazzo. Il giovane avrebbe confidato alla donna le particolari attenzioni ricevute dal sacerdote, trovando così il coraggio di raccontare quanto, secondo l’accusa, sarebbe avvenuto nel corso degli ultimi mesi. Gli investigatori hanno concentrato gli accertamenti su un periodo di circa sette mesi, individuando tre distinti episodi che si sarebbero verificati tra novembre e maggio scorso.
Secondo la ricostruzione della procura, gli abusi contestati si sarebbero consumati durante il sacramento della confessione, momento caratterizzato da estrema intimità spirituale e fiducia. Gli inquirenti ritengono che il religioso avrebbe approfittato proprio di quel contesto riservato per compiere le presunte molestie.
Le dichiarazioni del minore, supportate dagli elementi raccolti dalla polizia, hanno convinto i magistrati della necessità di intervenire rapidamente per tutelare la vittima e garantire il corretto svolgimento delle indagini.

Dopo l’arresto, il sacerdote è comparso davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia. In quella sede ha respinto ogni accusa, dichiarandosi completamente estraneo ai fatti contestati.
Il religioso ha fornito una versione alternativa dell’accaduto, sostenendo di aver praticato un semplice “rito di purificazione” richiesto dallo stesso ragazzo. Secondo quanto riferito dalla difesa, il giovane avrebbe confidato al sacerdote di sentirsi posseduto dal demonio e avrebbe chiesto un intervento spirituale.
Una tesi che ora dovrà essere verificata dagli inquirenti e confrontata con il quadro probatorio già raccolto nel corso delle indagini.
La vicenda ha suscitato profondo sgomento nella comunità locale e riacceso il dibattito sul delicato equilibrio tra autorità religiosa, fiducia dei fedeli e tutela dei minori. Mentre l’inchiesta prosegue, resta forte l’esigenza di fare piena luce sui fatti e garantire protezione alle persone più vulnerabili.