Garlasco, spunta nuova intercettazione alla mamma di Chiara Poggi. “Ho chiesto a Marco e me l’ha detto”

A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco continua a riemergere al centro del dibattito pubblico e giudiziario attraverso nuovi elementi investigativi e vecchie intercettazioni tornate sotto la lente degli inquirenti. Le nuove indagini coordinate dalla Procura di Pavia stanno infatti riesaminando atti, testimonianze e conversazioni del passato nel tentativo di chiarire aspetti rimasti controversi in uno dei casi di cronaca nera più discussi della storia italiana recente.

Tra i materiali emersi nelle ultime ore c’è un’intercettazione trasmessa durante la trasmissione televisiva Quarta Repubblica, contenente un dialogo tra l’ex capitano dei carabinieri Gennaro Cassese e Rita Preda. Al centro della conversazione compare un presunto “video intimo” che avrebbe coinvolto Chiara Poggi e il suo fidanzato dell’epoca, Alberto Stasi.

L’intercettazione sul presunto video

La registrazione risale al periodo immediatamente successivo all’interrogatorio di Marco Poggi. Nella conversazione, Rita Preda racconta di aver parlato con il figlio proprio in merito al video:

“Ieri quando ero tornata ho chiesto a mio figlio del video. Mi ha detto che lui non l’aveva visto.”

Cassese conferma di aver ricevuto la stessa versione, ma emerge subito un elemento di tensione. La madre di Chiara aggiunge infatti:

“Perché poi ieri sera mi diceva: non mi crede il capitano.”

L’ex ufficiale dei carabinieri chiarisce quindi il senso dei suoi dubbi:

“Non è che non gli credo, gli ho detto guarda non è che tu lo hai visto tutto, ma forse qualche immagine, qualcosa, perché stai là vicino al monitor…”

Secondo quanto emerge dalla conversazione, Marco Poggi avrebbe sostenuto di non aver visto direttamente il contenuto del filmato, ma soltanto il momento in cui Chiara lo stava scaricando dal computer di Alberto Stasi sul proprio dispositivo.

I dubbi investigativi già nel 2007

La vicenda è stata approfondita in studio dal conduttore Nicola Porro insieme alla giornalista Lodovica Bulian, che ha evidenziato come quel presunto video fosse considerato rilevante già nelle prime fasi investigative del 2007.

Secondo la giornalista, il contenuto dell’intercettazione mostrerebbe che lo stesso Cassese nutriva dubbi sulla completezza della versione fornita da Marco Poggi:

“I pm di oggi e i carabinieri di Milano dicono: guardate che già all’epoca lo stesso Cassese forse aveva qualche dubbio sulla versione di Marco Poggi.”

Un passaggio che spiegherebbe anche il motivo per cui l’ex capitano sia stato in seguito indagato per falsa testimonianza nell’ambito delle nuove verifiche investigative.

Le nuove indagini della Procura di Pavia

Le nuove attività investigative coordinate dalla Procura di Pavia stanno rileggendo numerosi elementi emersi negli anni precedenti, comprese intercettazioni e dichiarazioni considerate all’epoca marginali.

Gli investigatori starebbero concentrando l’attenzione soprattutto sulle possibili incongruenze presenti nei racconti raccolti durante le prime fasi dell’inchiesta. Tuttavia, viene ribadito un punto fondamentale: Marco Poggi non risulta coinvolto nel delitto della sorella.

L’interesse degli inquirenti riguarderebbe esclusivamente la necessità di chiarire alcuni dettagli e verificare la precisione delle dichiarazioni rese nel tempo.

Un caso che continua a interrogare la giustizia italiana

Il delitto di Garlasco resta uno dei casi più complessi e controversi della cronaca giudiziaria italiana. Ogni nuovo elemento, anche apparentemente secondario, riaccende il confronto pubblico tra interpretazioni investigative, ricostruzioni difensive e letture processuali.

A distanza di quasi due decenni, il lavoro degli investigatori continua a muoversi tra vecchie intercettazioni, prove digitali e testimonianze che vengono oggi rilette alla luce delle nuove tecnologie investigative e di un approccio più approfondito all’analisi dei dati.

È proprio su questi dettagli, su sfumature considerate all’epoca marginali ma potenzialmente decisive, che si gioca una nuova fase dell’inchiesta, con l’obiettivo di fare piena luce su uno dei misteri giudiziari più discussi d’Italia.