Trump dà all’Iran pochi giorni per un accordo sul nucleare: sospeso un attacco militare già pianificato

La tensione tra Stati Uniti e Iran torna a salire mentre la diplomazia internazionale prova a evitare una nuova escalation militare in Medio Oriente. Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato di aver concesso a Teheran soltanto pochi giorni per raggiungere un accordo sul programma nucleare, rinviando temporaneamente un attacco militare che, secondo quanto riferito, sarebbe già stato pianificato.
Parlando ai giornalisti alla Casa Bianca, Trump ha indicato una finestra temporale estremamente ristretta per arrivare a un’intesa: “Due o tre giorni”, ha spiegato, aggiungendo che una decisione definitiva potrebbe arrivare entro il fine settimana oppure all’inizio della prossima settimana.
La pressione dei leader del Golfo
Secondo il presidente statunitense, la scelta di sospendere momentaneamente l’azione militare sarebbe maturata dopo le pressioni dei principali leader del Golfo Persico.
Trump ha infatti riferito di aver ricevuto richieste dirette dall’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani, dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman e dal presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohamed bin Zayed Al Nahyan. I leader della regione avrebbero chiesto più tempo per consentire ai negoziati diplomatici di proseguire e tentare di scongiurare un conflitto.
Il timore condiviso dai Paesi del Golfo riguarda soprattutto le possibili conseguenze regionali di un intervento armato contro Teheran, con il rischio di destabilizzare ulteriormente l’area e provocare ripercussioni economiche e strategiche a livello globale.
“L’Iran non avrà armi nucleari”
Nel suo intervento, Trump ha ribadito la linea dura di Washington sul dossier nucleare iraniano. “L’Iran non può avere un’arma nucleare”, ha affermato con decisione, chiarendo che qualsiasi accordo dovrà garantire l’impossibilità per Teheran di sviluppare armamenti atomici.
Il presidente americano ha inoltre sottolineato che le forze armate statunitensi restano pronte a intervenire rapidamente nel caso in cui i colloqui diplomatici dovessero fallire o non produrre risultati considerati sufficienti dagli Stati Uniti.
Pur lasciando aperta la porta alla diplomazia, Trump ha confermato che l’opzione militare resta concreta. “C’è un’ottima possibilità di raggiungere un accordo senza nuovi bombardamenti”, ha dichiarato, precisando però che Washington è pronta ad agire se necessario.
Le trattative restano fragili
Dietro le dichiarazioni pubbliche, i negoziati continuano però a presentare ostacoli significativi. Secondo fonti americane citate dalla stampa statunitense, l’ultima proposta avanzata dall’Iran sarebbe stata giudicata ancora insufficiente dall’amministrazione americana.
Le principali divergenze riguarderebbero il futuro del programma nucleare iraniano, i livelli di arricchimento dell’uranio consentiti e il sistema di controlli internazionali sulle attività di Teheran.
La situazione resta quindi estremamente delicata. Le prossime ore potrebbero risultare decisive per capire se prevarrà la strada diplomatica oppure se il confronto tra Washington e Teheran rischierà di trasformarsi in una nuova crisi militare nel cuore del Medio Oriente.