“Lo scontrino…”. Garlasco, spunta l’audio di Stasi: lo diceva prima della condanna

Un audio rimasto finora inedito riporta sotto i riflettori le parole pronunciate da Alberto Stasi prima della condanna definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi.
La registrazione, trasmessa durante la trasmissione Quarto Grado, mostra uno sfogo intenso dell’allora imputato, che davanti ai giudici ribadiva con forza la propria innocenza nel delitto avvenuto a Garlasco.
«Chiara non era una sconosciuta»
Nel passaggio iniziale dell’audio, Stasi contesta il quadro accusatorio costruito nei suoi confronti e sottolinea il legame personale con Chiara Poggi.
«Si dimentica sempre che Chiara non era una sconosciuta per me. Non si è mai detto nulla di questo», afferma nell’aula di tribunale.
Secondo l’ex studente della Università Bocconi, le indagini avrebbero progressivamente perso di vista il quadro generale, concentrandosi invece su dettagli e ricostruzioni che, a suo dire, non dimostravano la sua colpevolezza.
Lo sfogo sugli anni del processo
Nel momento più duro dell’intervento, Stasi ripercorre gli anni trascorsi sotto accusa parlando delle continue contestazioni emerse durante il lungo iter giudiziario.
«In questi sette anni e mezzo, quasi otto, ne ho viste di tutti i colori», racconta.
L’ex imputato cita poi uno degli episodi investigativi più discussi del processo: la vicenda dello “scambio dei pedali” della bicicletta, una delle piste analizzate durante le indagini.
«Ho passato un’estate additato come quello che aveva scambiato i pedali», afferma nell’audio. «Poi il Procuratore Generale porta una consulenza tecnica che esclude matematicamente questa possibilità».
Parole utilizzate da Stasi per sostenere la tesi secondo cui ogni elemento potenzialmente favorevole alla difesa sarebbe stato seguito da nuove ipotesi accusatorie.
L’attacco agli investigatori
Ancora più pesante il passaggio dedicato alla gestione delle prove e al lavoro degli investigatori.
«Ogni volta che c’è un fatto che mi scagiona si cerca un altro modo per raccontare la storia», sostiene Stasi.
Poi la frase destinata a riaprire inevitabilmente il dibattito sul caso: «È come quando un carabiniere chiede uno scontrino per un alibi, poi lava i pantaloni e lo scontrino diventa illeggibile. Questo è quello che avete fatto col mio pc».
Dichiarazioni forti che oggi tornano a far discutere anche alla luce della nuova svolta giudiziaria sul caso di Garlasco.
La nuova inchiesta e il nome di Andrea Sempio
Negli ultimi mesi, infatti, il delitto di Garlasco è tornato al centro dell’attenzione dopo la riapertura dell’inchiesta e l’iscrizione nel registro degli indagati di Andrea Sempio per omicidio.
Un passaggio che ha riacceso il dibattito pubblico e mediatico su alcuni aspetti delle indagini originarie, alimentando nuove discussioni sulla ricostruzione del caso.
Nonostante la condanna definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi, Alberto Stasi ha sempre continuato a proclamarsi innocente.
L’audio trasmesso da Quarto Grado restituisce oggi il clima di forte pressione vissuto durante il processo e aggiunge un nuovo tassello mediatico a uno dei casi giudiziari più controversi e discussi della cronaca italiana.