Ecco chi sono e cosa sappiamo dei 5 italiani che hanno perso la vita alle Maldive

Una vacanza all’insegna del mare, della ricerca scientifica e della passione per le immersioni si è trasformata in una vicenda che ha scosso profondamente il mondo accademico italiano e la comunità internazionale dei subacquei. Le Maldive, meta amata da migliaia di turisti per i suoi fondali e per gli scenari naturali unici, sono oggi al centro di interrogativi ancora senza risposta dopo quanto avvenuto nell’atollo di Vaavu.
Il gruppo di italiani coinvolto si trovava a bordo della “Duke of York”, un’imbarcazione specializzata in safari subacquei partita da Malé per una crociera di più giorni dedicata alle immersioni. L’incidente è avvenuto nei pressi di Alimathaa, località molto frequentata dagli appassionati di diving grazie alla presenza di canali marini e correnti considerate tra le più spettacolari dell’arcipelago. Proprio quelle condizioni, tuttavia, possono diventare estremamente complesse anche per sub esperti.
Secondo le prime ricostruzioni diffuse dalle autorità locali, il gruppo si sarebbe immerso a una profondità ben superiore rispetto ai limiti previsti per le attività ricreative. A rendere ancora più delicata la situazione ci sarebbero state anche le condizioni meteorologiche avverse segnalate nelle ore precedenti con un’allerta gialla. Al momento restano aperte diverse ipotesi sulle cause dell’accaduto e gli investigatori stanno cercando di chiarire ogni dettaglio della dinamica.
Tra gli elementi che rendono particolarmente difficile il lavoro dei soccorritori c’è la conformazione dell’area interessata. I corpi delle vittime si troverebbero infatti all’interno di una grotta subacquea molto profonda e caratterizzata da passaggi stretti e correnti imprevedibili. Gli esperti parlano di un recupero altamente complesso, anche a causa delle condizioni meteo che continuano a rendere rischiose le operazioni in mare aperto.
Dietro questa vicenda, però, ci sono soprattutto storie personali, percorsi professionali e legami costruiti nel tempo tra università, ricerca e amore per il mare. Chi erano le cinque vittime italiane e perché si trovavano proprio alle Maldive?
Le cinque vittime erano accomunate dalla passione per l’ambiente marino e da esperienze professionali o accademiche legate al mondo delle immersioni e della ricerca scientifica. Alcuni di loro collaboravano da tempo nello studio degli ecosistemi tropicali, mentre altri avevano trasformato il diving in una vera professione.
Tra le persone scomparse c’è Monica Montefalcone, 51 anni, docente e ricercatrice del Distav, il Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita dell’Università di Genova. La docente si trovava alle Maldive insieme a un gruppo di colleghi per seguire un progetto di ricerca legato agli ecosistemi marini dell’arcipelago. Secondo quanto emerso nelle prime ore successive all’incidente, l’immersione durante la quale si è verificato l’episodio non sarebbe stata direttamente collegata all’attività scientifica.
Con lei è morta anche la figlia Giorgia Sommacal, 23 anni, studentessa di Ingegneria biomedica all’Università di Genova. Dopo il diploma al liceo classico Mazzini aveva scelto di proseguire gli studi nel capoluogo ligure, condividendo con la madre la passione per il mare e per i viaggi. La notizia della loro scomparsa ha colpito profondamente amici, studenti e colleghi universitari.
Nel gruppo c’erano anche due giovani ricercatori legati allo stesso ambiente accademico. Muriel Oddenino, 31 anni, originaria di Poirino, in provincia di Torino, aveva studiato Scienze naturali all’Università di Torino prima di trasferirsi a Genova, dove lavorava come assegnista di ricerca al Distav. Era considerata una professionista preparata e molto appassionata di ecologia marina, settore nel quale aveva già partecipato a diverse pubblicazioni scientifiche. Sui social, nelle ultime ore, sono comparsi numerosi messaggi di cordoglio da parte di colleghi e amici che ne ricordano il carattere solare e disponibile.
L’altra vittima piemontese è Federico Gualtieri, 31 anni, originario di Omegna, nel Novarese. Si era laureato da pochi mesi in Biologia ed Ecologia marina all’Università di Genova con una tesi dedicata proprio agli ecosistemi corallini degli atolli centrali delle Maldive. Nei ringraziamenti del suo lavoro accademico aveva citato Monica Montefalcone come figura di riferimento sia sul piano umano sia su quello professionale. A completare il gruppo c’era Gianluca Benedetti, originario di Padova, istruttore subacqueo ed esperto diving manager. Dopo una lunga esperienza nel settore finanziario aveva deciso di trasferirsi alle Maldive per lavorare nel turismo subacqueo, diventando operations manager e capobarca per il tour operator Albatros Top Boat. Chi lo conosceva lo descrive come una persona energica, appassionata di sport, lettura e mare.


