Furia Conte contro Meloni: “Vive nel paese della meraviglie”. Scontro
Giuseppe Conte torna all’attacco del governo guidato da Giorgia Meloni e lo fa dai microfoni della trasmissione televisiva “4 Di Sera” su Rete4. L’ex premier ha criticato duramente la situazione economica italiana, accusando l’esecutivo di raccontare un Paese distante dalla realtà vissuta quotidianamente da lavoratori e giovani.
“Giorgia vive nel Paese delle Meraviglie”, ha dichiarato il leader del Movimento 5 Stelle, sottolineando come “un lavoratore su quattro viva con meno di mille euro al mese”. Conte ha poi acceso i riflettori sul fenomeno dell’emigrazione giovanile, denunciando la fuga di molti ragazzi italiani costretti a lasciare il Paese in cerca di migliori opportunità lavorative all’estero.
Secondo l’ex presidente del Consiglio, gli stipendi continuano a diminuire in termini reali e il potere d’acquisto delle famiglie sarebbe sempre più in difficoltà rispetto agli anni precedenti.
Le accuse sulla crisi industriale
Nel corso dell’intervista, Conte ha parlato anche di una presunta “desertificazione industriale”, citando il caso Electrolux come simbolo delle difficoltà attraversate dal settore produttivo italiano.
L’ex premier ha rivendicato i risultati ottenuti durante il suo governo, sostenendo che in quel periodo l’Italia fosse considerata “la locomotiva d’Europa” grazie alle misure economiche adottate per sostenere imprese e occupazione. Misure che, secondo Conte, sarebbero poi state progressivamente smantellate dai governi successivi.
L’attacco politico si è concentrato soprattutto sulle politiche salariali e sulla crescita economica, con il leader pentastellato che accusa l’attuale maggioranza di non affrontare concretamente il tema dei bassi salari e della crisi industriale.
Lo scontro sul Superbonus
Non è mancato il riferimento al tema del Superbonus, tornato al centro del dibattito politico dopo le recenti dichiarazioni della premier sui costi della misura per i conti pubblici.
Conte ha difeso il provvedimento introdotto durante la pandemia, sostenendo che fosse necessario per rilanciare l’economia e sostenere il comparto edilizio in una fase estremamente delicata per il Paese.
Secondo il presidente del M5S, il monitoraggio delle spese e dei costi della misura avrebbe dovuto essere gestito dai governi successivi, prima da quello guidato da Mario Draghi e poi dall’esecutivo Meloni.
L’ex premier ha inoltre accusato alcuni esponenti di Fratelli d’Italia di aver sostenuto in passato l’estensione del Superbonus, ribadendo che “i controlli andavano fatti” da chi è subentrato dopo il suo governo.

