“Che fai mi spari? Te lo giuro io…”, poi i colpi. Dino muore così, spunta video atroce

Si infittisce il mistero attorno all’omicidio di Annibale Carta, il personal trainer di 42 anni ucciso lunedì sera a Foggia. Un caso che, con il passare delle ore, si arricchisce di dettagli sempre più inquietanti, a partire da un audio che potrebbe rivelarsi decisivo per le indagini.

L’audio choc: gli ultimi istanti di vita

A gettare nuova luce sulla vicenda è una registrazione audio trasmessa durante la trasmissione Ore 14, condotta da Milo Infante. Nel file, proveniente da un sistema di videosorveglianza, si sentono chiaramente quattro colpi di pistola, accompagnati da voci concitate e dall’abbaiare di un cane.

Ma è una frase in particolare a gelare il sangue: “Che fai, mi spari?”. Parole che lasciano intendere un confronto diretto tra la vittima – conosciuta da tutti come Dino – e il suo aggressore. Subito dopo, si percepisce un tentativo disperato di fermare la violenza: “Te lo giuro, non vengo più a disturbarti”.

Un passaggio che apre interrogativi cruciali: la vittima conosceva il killer? Si trattava di una lite degenerata o di un agguato pianificato?

Il killer in fuga in bicicletta

Le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura, si concentrano ora su una figura chiave: un uomo con il volto coperto da un cappuccio, ripreso mentre si allontana dal luogo del delitto in bicicletta.

Secondo le prime ricostruzioni, Annibale Carta sarebbe stato colpito alle spalle con una pistola di piccolo calibro mentre portava a spasso il cane in via Caracciolo, nei pressi dello stadio comunale. Un’esecuzione rapida, avvenuta in strada e sotto gli occhi – o meglio, le telecamere – di chi ora può fornire elementi utili agli investigatori.

Una vittima senza ombre

Chi conosceva Dino lo descrive come una persona irreprensibile: padre di famiglia, lavoratore stimato e profondamente impegnato nel volontariato. Un uomo lontano da ambienti criminali, devoto anche a Padre Pio, e ben inserito nella comunità locale.

Proprio questo profilo rende il delitto ancora più difficile da decifrare. Gli inquirenti stanno ascoltando amici, parenti e conoscenti nel tentativo di individuare eventuali tensioni o situazioni rimaste finora nell’ombra.

Le ipotesi e i nodi da sciogliere

La frase intercettata nell’audio – “non vengo più a disturbarti” – rappresenta uno degli elementi più enigmatici dell’intera vicenda. Potrebbe suggerire un rapporto preesistente tra vittima e assassino, oppure un tentativo estremo di disinnescare una situazione improvvisamente degenerata.

Al momento, nessuna pista viene esclusa: dal movente personale a un possibile dissidio privato sfociato in violenza.

Indagini in corso

Le prossime ore saranno decisive per dare un volto al killer in bicicletta e chiarire la dinamica esatta dell’omicidio. L’analisi delle immagini di videosorveglianza e dell’audio potrebbe fornire elementi chiave per arrivare a una svolta.

Intanto, a Foggia resta lo sgomento per una morte che appare tanto brutale quanto inspiegabile, mentre la comunità attende risposte su un delitto che ha scosso profondamente la città.