Guerra, quattro navi legate a Teheran hanno attraversato Hormuz. Trump: “Meloni inaccettabile, mi sbagliavo su di lei”
La regione del Medio Oriente vive un momento di massima instabilità, con una crisi che si fa sempre più complessa e pericolosa. Dopo settimane di tensioni crescenti, il fragile cessate il fuoco di due settimane, raggiunto tra Washington e Teheran, sembra vacillare sotto i colpi di nuovi scontri e provocazioni. Israele ha intensificato i raid nel Libano, provocando centinaia di vittime, mentre l’Iran denuncia una “grave violazione” della tregua. Hezbollah, dal canto suo, ha risposto con nuovi lanci di razzi contro il territorio israeliano, alimentando il ciclo di violenza.
Le negoziazioni diplomatiche hanno subito un duro colpo con il fallimento dei colloqui in Pakistan, dove le posizioni si sono irrigidite. Gli Stati Uniti hanno attivato un blocco navale nello Stretto di Hormuz, e Donald Trump ha minacciato di eliminare le navi iraniane che violeranno lo stop, alzando i toni di una crisi ormai ad alto rischio di escalation militare. Tuttavia, fonti diplomatiche riferiscono di un possibile secondo round di negoziati, ancora senza sede ufficiale, che potrebbe tenersi già entro questa settimana, con l’obiettivo di arrivare a un accordo prima della scadenza della tregua fissata per il 21 aprile.
In un tentativo di mediazione, la Cina ha presentato un piano in quattro punti per promuovere pace e stabilità in Medio Oriente, nel giorno dell’incontro con il principe ereditario di Abu Dhabi, Sheikh Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, a Pechino. La proposta cinese si basa sui principi di coesistenza pacifica, rispetto della sovranità e del diritto internazionale, cercando di rilanciare il ruolo di Pechino come attore diplomatico globale.
Nel frattempo, le acque del Golfo sono state teatro di un episodio inquietante: una nave portarinfuse è stata colpita da due proiettili non identificati, provocando un incendio a bordo. L’attacco, avvenuto circa 112 miglia nautiche a sud-est di Ras Al Hadd, ha coinvolto anche una nave della marina pakistana intervenuta in soccorso, mentre le responsabilità restano ignote. La regione, già sotto pressione, si conferma attraversata da minacce che coinvolgono la sicurezza delle rotte energetiche mondiali.
L’atmosfera di crisi si estende anche alle alte sfere politiche americane. Donald Trump ha duramente criticato la premier italiana Giorgia Meloni, accusandola di essere “inaccettabile” per aver difeso il Papa Leone XIV, e sostenendo che l’Italia potrebbe essere in pericolo dall’Iran, che possiederebbe armi nucleari pronti a minacciare Roma. La tensione tra le superpotenze si riflette anche nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, che potrebbero riprendere già a partire da giovedì prossimo, con l’obiettivo di scongiurare un’escalation militare e di salvare la fragile tregua.
Il Pakistan si propone come mediatore, offrendo nuovamente la propria disponibilità per ospitare un secondo round di colloqui a Islamabad, mentre la Cina propone un ruolo costruttivo attraverso il suo piano in quattro punti, e altri Paesi come Egitto, Arabia Saudita e Turchia si tengono in stretto contatto con le parti coinvolte. La tensione si riflette anche nel traffico marittimo: una petroliera cinese, la “Rich Starry”, ha attraversato lo Stretto di Hormuz nonostante il blocco statunitense, evidenziando le difficoltà di far rispettare le sanzioni.
Gli esperti dell’FAO lanciano un allarme: la crisi nello Stretto di Hormuz potrebbe innescare una catastrofe agroalimentare globale, interrompendo le esportazioni di fertilizzanti ed energia, facendo salire i prezzi alimentari e compromettendo i raccolti mondiali. Nel frattempo, la BBC riferisce di aver identificato la prima nave ad attraversare lo Stretto dall’inizio del blocco Usa, segno che le tensioni non si arrestano e che la regione potrebbe precipitare in una spirale di conflitti e crisi umanitarie.
Il Medio Oriente si trova dunque a un bivio decisivo, tra tentativi di diplomazia e minacce di escalation militare, in un contesto globale che osserva con preoccupazione e speranza che si possa trovare una via di uscita pacifica da questa crisi senza precedenti.
