Ancora tragedia a scuola, ragazzo uccide il suo compagno. Forze dell’ordine a sirene spiegate
La tranquillità di San Cristóbal, una cittadina della provincia di Santa Fe, è stata improvvisamente spezzata da una tragedia che ha lasciato il paese attonito. Nella mattina di ieri, presso la scuola Mariano Moreno, un giovane di soli 15 anni ha aperto il fuoco contro i suoi coetanei, provocando morte e sangue tra i banchi di scuola.
Un episodio di inaudita violenza — Quattro o cinque spari hanno fatto da colonna sonora a quello che si sta delineando come uno dei fatti più gravi nella storia recente della zona. Un ragazzo, descritto dai testimoni come “uno studente modello, tranquillo, frequentatore del club di basket locale”, ha improvvisamente estratto un’arma e ha sparato contro i compagni di classe. Un ragazzo di due anni più giovane è stato colpito mortalmente, mentre altri due studenti sono rimasti feriti. La dinamica del fatto, ricostruita con orrore, racconta di una furia improvvisa, interrotta soltanto dal coraggio di alcuni insegnanti e studenti che hanno immobilizzato il giovane aggressore.
Un volto insospettabile in una giornata di sangue — La comunità, incredula, si interroga su come un ragazzo che appariva “una brava persona”, “studioso” e “tranquillo” possa aver commesso un simile gesto. La madre, sconvolta, ha confidato al quotidiano Clarín: “Non ti aspetti che possa reagire così”. D’altra parte, dietro l’immagine pubblica di normalità, si nascondeva un ragazzo tormentato. L’avvocato Néstor Antonio Oroño ha confermato che il giovane era seguito da uno psicologo e aveva tentato in passato il suicidio, autolesionandosi con tagli alle braccia.
Una gioventù afflitta da violenza e insicurezze — Le fonti parlano di un adolescente vittima di epidosi di bullismo, episodio comunemente ignorato o sottovalutato dall’ambiente scolastico. La madre aveva segnalato i problemi all’istituto senza ottenere interventi risolutivi. Sullo sfondo, un contesto familiare difficile emerge dalle testimonianze: si parla di una madre con problemi psichici e di un padre con un passato segnato dalla violenza e dall’uso di droga, noto nel quartiere per aver sequestrato un creditore in un capanno per picchiarlo.
Le reazioni e le domande senza risposta — Il sindaco di San Cristóbal, Marcelo Andreychuk, si dice incredulo: “Non avevamo avvisaglie né denunce che potessero far pensare a una simile tragedia”. Tuttavia, tra i corridoi scolastici si mormora di minacce rivolte dal giovane nei giorni precedenti, in cui avrebbe dichiarato di voler “uccidere tutti”. Mentre il municipio dichiara 48 ore di lutto e la scuola viene evacuata, vengono assegnati i servizi sanitari di emergenza ai feriti, tra cui un tredicenne colpito al volto e al collo, trasportato in codice rosso all’ospedale Orlando Alassia di Santa Fe.
