Bari, portava un ordigno davanti ai Testimoni di Geova: arrestato

È Francesco Cuoccio, 39 anni, nato e residente a Bari, l’uomo arrestato con l’accusa di fabbricazione e porto abusivo di ordigni e turbamento di funzioni religiose. Secondo gli investigatori, il suo gesto avrebbe potuto provocare una tragedia.

L’episodio risale al 1° marzo, quando l’uomo si sarebbe presentato davanti alla Sala del Regno dei Testimoni di Geova in via Buccari, nel quartiere Carrassi del capoluogo pugliese.

L’ordigno davanti al luogo di culto

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, Cuoccio sarebbe arrivato nei pressi dell’edificio religioso portando con sé un ordigno artigianale. In quel momento all’interno della struttura si stava svolgendo una riunione della comunità religiosa.

L’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha permesso di bloccare l’uomo prima che potesse mettere in atto il suo piano.

Gli artificieri sono poi intervenuti per mettere in sicurezza il dispositivo e avviare le verifiche tecniche sull’ordigno.

L’accusa: strage sfiorata

Gli investigatori ritengono che, se l’ordigno fosse stato fatto esplodere all’interno della Sala del Regno durante l’incontro religioso, le conseguenze sarebbero potute essere gravissime.

Per questo motivo la vicenda è stata definita da molti come una strage evitata.

Le indagini

Le autorità stanno ora cercando di chiarire le motivazioni che avrebbero spinto il 39enne a compiere il gesto e se l’uomo abbia agito da solo.

Nel frattempo Cuoccio resta a disposizione dell’autorità giudiziaria mentre proseguono gli accertamenti degli investigatori.

La comunità sotto shock

La notizia ha scosso profondamente il quartiere Carrassi e la comunità dei Testimoni di Geova di Bari, che hanno espresso sollievo per il tempestivo intervento delle forze dell’ordine.

Il caso resta ora al centro delle indagini per ricostruire ogni dettaglio di quanto accaduto e capire se ci siano stati segnali precedenti che potessero far prevedere il gesto.