Minneapolis, agenti Ice minacciano giornalisti Rai. Fratoianni attacca Giorgia Meloni: “Sta zitta, questa vigliaccheria è una vera e propria vergogna”

Le reazioni politiche in Italia sono state immediate e durissime, puntando il dito contro Giorgia Meloni e il silenzio del suo governo. Le opposizioni hanno chiesto una presa di posizione chiara e formale dopo la diffusione del video che mostra giornalisti italiani della Rai minacciati negli Stati Uniti mentre svolgevano il loro lavoro. Un caso che, fin dalle prime ore, ha assunto una dimensione politica, diventando terreno di scontro tra maggioranza e opposizione sul tema della libertà di stampa e dei rapporti con l’amministrazione americana guidata da Donald Trump.
Secondo le forze di minoranza, quanto accaduto non può essere archiviato come un semplice incidente operativo. Le immagini, diventate virali sui social, mostrano una minaccia esplicita nei confronti di una troupe italiana, e per questo – sostengono – impongono una risposta istituzionale. Il silenzio della presidente del Consiglio viene letto come una forma di sudditanza politica verso Washington e come un segnale allarmante sul piano della tutela dei giornalisti italiani all’estero.
L’attacco delle opposizioni a Giorgia Meloni
A intervenire con maggiore forza è Barbara Floridia, deputata del Movimento 5 Stelle e presidente della Commissione Vigilanza Rai. Per Floridia, l’episodio rappresenta «un fatto gravissimo e sconcertante», che non riguarda solo i singoli cronisti coinvolti ma «tocca tutto il Paese». La parlamentare chiede che il governo «si faccia sentire subito, e con chiarezza», sottolineando come la mancata reazione dell’esecutivo equivarrebbe a una forma di complicità. Nel suo intervento, Floridia parla apertamente di intimidazione e accusa Meloni di non difendere adeguatamente il diritto di cronaca.
Ancora più duro Nicola Fratoianni, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, che denuncia quello che definisce un atteggiamento di totale immobilismo. Secondo Fratoianni, il governo avrebbe già dovuto indignarsi di fronte ad altri episodi avvenuti negli Stati Uniti e ora continua a tacere anche davanti alle minacce rivolte a «nostri concittadini giornalisti Rai». Il deputato parla di «vigliaccheria» e di una mancanza di dignità istituzionale, accusando l’esecutivo di fare finta di nulla di fronte a un clima che descrive come sempre più violento e intimidatorio.
La posizione del Partito democratico
Sulla stessa linea si colloca il Partito democratico, con le dichiarazioni del responsabile Esteri Peppe Provenzano. Il deputato esprime «vicinanza e solidarietà» ai due giornalisti italiani coinvolti e chiede al governo Meloni di protestare formalmente. Provenzano sollecita inoltre chiarimenti su come l’Italia intenda proteggere i propri cittadini che lavorano e vivono nei luoghi in cui opera l’ICE, parlando di un contesto segnato da intimidazioni e violenze. Le sue parole sottolineano lo sconcerto per un’America che, a suo giudizio, appare «ridotta al caos» dalle politiche dell’amministrazione Trump.

Il video e la minaccia agli inviati Rai
Il caso nasce da un video girato a Minneapolis, diventato virale su X, che mostra un agente dell’ICE, la polizia anti-immigrazione clandestina voluta da Donald Trump, minacciare una troupe della Rai. Nel filmato si sente chiaramente l’agente affermare: «Spaccheremo il finestrino e vi trascineremo fuori dall’auto». Le immagini sono state registrate dall’interno del veicolo su cui viaggiavano Laura Cappon e Daniele Babbo, giornalisti della trasmissione In mezz’ora di Rai 3.
La troupe stava seguendo due veicoli con a bordo agenti federali quando si è trovata bloccata, con un’auto davanti e una dietro. «Sembra un convoglio», si sente dire nel video, seguito dalla frase: «Ci hanno intrappolato». Quando un agente scende e si avvicina chiedendo di abbassare il finestrino, la risposta è un rifiuto. I giornalisti si qualificano chiaramente come stampa: «Press! We are press, italian!». Nonostante questo, arriva l’avvertimento finale: se continueranno a seguire i federali, verranno fermati.
Un caso politico aperto
L’episodio ha così assunto i contorni di un caso politico internazionale, con le opposizioni italiane che chiedono a Giorgia Meloni di rompere il silenzio e difendere pubblicamente i giornalisti italiani. Al centro del dibattito restano il diritto di cronaca, la libertà di stampa e il ruolo del governo nel tutelare chi informa, anche quando farlo significa raccontare realtà scomode oltreconfine.