Sondaggi: governo Meloni ai massimi, effetto-Fico già svanito

A una settimana dalle elezioni regionali, i nuovi sondaggi pubblicati evidenziano un quadro politico ancora saldo e stabile, che contrasta con l’entusiasmo alimentato dalle vittorie in Puglia e Campania. Le analisi più recenti smontano l’illusione di una possibile rimonta del “campo largo” e di un declino del governo Meloni, confermando che l’effetto-Fico, ipotizzato dopo le Regionali, non ha prodotto alcun cambiamento significativo nel panorama politico nazionale.
Il quadro dei sondaggi: centrodestra stabile e fiducia alta
Secondo il sondaggio Dire-Tecnè, la fiducia nell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni si attesta al 43,5%, con un lieve aumento dello 0,1% rispetto alla settimana precedente. La percentuale di chi non ripone fiducia nel governo si riduce leggermente al 49%, mentre gli indecisi salgono al 7,5%. Questi dati testimoniano una stabilità di fondo, con livelli di approvazione tra i più alti degli ultimi anni a metà legislatura.
Per quanto riguarda i partiti, Fratelli d’Italia si conferma primo partito con il 31%, in lieve crescita (+0,1%), seguito dal Partito Democratico al 21,7%, anch’esso in leggero aumento. Il Movimento 5 Stelle arretra leggermente al 11,5%, mentre Forza Italia e la Lega mantengono rispettivamente l’11,1% e l’8,4%. La coalizione di centrodestra si mantiene in linea con i risultati di inizio mandato, mentre il centrosinistra mostra segnali di oscillazione senza una reale capacità di aggregazione.
Un secondo sondaggio, Ipsos-Doxa per il Corriere della Sera, conferma questa tendenza. Fratelli d’Italia si attesta stabile al 28%, superando il risultato delle ultime Politiche del 2022, mentre il Partito Democratico cresce leggermente ma resta sotto il 24,1%. La Lega registra un incremento al 8,9%, e Forza Italia mostra una leggera flessione al 8,6%. Anche in questa rilevazione, il livello di fiducia nel governo si mantiene elevato, con il gradimento di Meloni che si attesta al 42%.
Perché l’effetto-Fico non ha funzionato
Gli analisti spiegano che le vittorie regionali hanno un valore prevalentemente locale e non si sono tradotte in un impulso nazionale. La percezione generale rimane che il centrodestra sia un blocco compatto e forte, mentre il “campo largo” non riesce a presentare un’alternativa credibile e unitaria. La sinistra, pur ottenendo un successo simbolico, non ha capitalizzato questa vittoria a livello nazionale, e il M5S continua il suo arretramento.
Il sentimento di stabilità e coesione interna del governo Meloni, insieme alla percezione di un esecutivo solido, continuano a premiare la leadership della premier e dei suoi alleati. La sfida principale per l’opposizione resta quella di costruire un’alternativa credibile, ma al momento i sondaggi non indicano segnali di cambiamento in questa direzione.
Un quadro immobile e favorevole al governo
In conclusione, i dati confermano che, nonostante le vittorie regionali, il quadro politico nazionale rimane invariato: il centrodestra domina, il governo gode di un alto livello di fiducia e Fratelli d’Italia mantiene la leadership assoluta. La partita si giocherà ancora sul fronte della credibilità dell’opposizione e della capacità di proporre un’alternativa convincente, ma per ora i numeri parlano chiaro: il vento non è cambiato e l’effetto-Fico si rivela un’illusione destinata a svanire.