Ucraina, svolta decisiva di Trump contro Putin: “Via libera ai missili Patriot”

Donald Trump ha ufficialmente dato il via libera al trasferimento dei sistemi di difesa aerea Patriot all’Ucraina, un segnale forte e chiaro di sostegno internazionale nel contesto del conflitto con la Russia. La notizia è stata confermata da Andriy Yermak, capo dell’Ufficio presidenziale di Kiev, durante un’intervista a Rbc-Ucraina, sottolineando come questa decisione rappresenti un passaggio cruciale nel supporto militare a Kiev, impegnata da oltre due anni nella guerra contro Mosca.

Yermak ha evidenziato che “le questioni ora sono per lo più tecniche”, lasciando intendere che il processo di consegna delle batterie Patriot è ormai in fase avanzata. L’Ucraina, da tempo, sollecita l’arrivo di nuovi sistemi di difesa per proteggere infrastrutture strategiche e città dagli intensificati attacchi missilistici russi, che nelle ultime settimane si sono fatti più frequenti e devastanti.

Secondo fonti diplomatiche, il Pentagono sta definendo i dettagli logistici relativi al trasferimento, con particolare attenzione alla formazione degli operatori ucraini e alla tempistica di schieramento. I sistemi Patriot, già forniti da alleati come Germania e Olanda, sono tra i più avanzati al mondo per la capacità di intercettare missili balistici e droni ad alta quota, rappresentando un elemento chiave nella difesa di Kiev.

Dialogo aperto sui missili Tomahawk

Durante l’intervista, Yermak ha anche parlato della possibilità di ottenere missili da crociera Tomahawk, tecnologia che consentirebbe a Kiev di colpire obiettivi strategici a lungo raggio. Pur non essendo ancora stata presa una decisione definitiva, il capo dell’Ufficio presidenziale si è mostrato ottimista: “Il dialogo è in corso e non direi che questa porta sia chiusa”.

L’annuncio di Trump si inserisce in un momento di forte pressione internazionale, con gli Stati Uniti che sembrano voler riaffermare il proprio ruolo di guida nel sostegno all’Ucraina, nonostante le recenti esitazioni e dibattiti interni. Il presidente americano ha ribadito la volontà di trovare “una soluzione rapida e duratura al conflitto”, sottolineando l’importanza di un impegno deciso e coordinato.

Trump e la posizione sulla guerra in Ucraina

Durante un incontro alla Casa Bianca con il segretario generale della NATO, Mark Rutte, Trump ha affermato che la crisi ucraina “fosse più facile da risolvere del Medio Oriente”, evidenziando la sua convinzione che il conflitto possa essere risolto in tempi più brevi rispetto ad altre crisi internazionali. Tuttavia, il presidente ha anche chiarito che non è ancora il momento di un incontro con Vladimir Putin, spiegando che “non mi sembrava la cosa giusta” e che tale incontro avverrà solo quando ci saranno condizioni favorevoli per un reale progresso verso la pace.

Per quanto riguarda i missili Tomahawk, Trump si è mostrato prudente, affermando che “ci vuole un anno per imparare a usarli” e che né gli Stati Uniti né l’Ucraina sono pronti a impiegarli in questa fase, chiudendo temporaneamente alla possibilità di fornire questi armamenti a Kiev.

La guerra continua: attacchi e sanzioni

Mentre a Washington si discute di diplomazia, in Ucraina la guerra si fa sempre più cruenta. Un raid russo ha devastato un asilo nella regione di Kharkiv, ferendo diversi bambini, e altre aree del Paese sono state colpite da attacchi con droni e bombe. A Kiev, sei persone, tra cui due bambini, hanno perso la vita in recenti raid, mentre centinaia di famiglie sono costrette a rifugiarsi nei bunker sotterranei.

In risposta, gli Stati Uniti hanno annunciato un nuovo pesante pacchetto di sanzioni contro Mosca, tra i più severi mai adottati. Il segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha spiegato che le misure colpiranno in particolare i giganti energetici russi come Rosneft e Lukoil, e sono state decise in seguito al “rifiuto di Vladimir Putin di mettere fine a una guerra senza senso”. Washington invita inoltre i Paesi del G7 e altri alleati a unirsi a questa iniziativa, rafforzando la pressione internazionale contro la Russia.