Gaza, il governo Netanyahu approva l’intesa al termine di una riunione fiume

Lunedì la Striscia di Gaza è entrata in una fase cruciale con l’annuncio dell’accordo tra Israele e Hamas per il rilascio degli ostaggi e la tregua che dovrebbe stabilizzarsi nei prossimi giorni. In attesa della cerimonia ufficiale di firma, le ricadute politiche e operative sul campo hanno già disegnato un quadro di mobilitazione diplomatica, ritiri tattici delle forze israeliane e nuove responsabilità per l’impegno internazionale.
In vigore il cessate il fuoco e conferme sul terreno Alle ore 00:42, con l’approvazione formale del governo israeliano, è entrato in vigore il cessate il fuoco con Hamas. Secondo l’accordo, nelle successive 24 ore le truppe israeliane dovrebbero iniziare il ritiro dalle zone occupate, accompagnato da una riduzione delle operazioni militari. Le incorporate misure di de-escalation hanno però già mostrato segnali di fragilità: alcune azioni belliche sono state segnalate nelle ore immediatamente precedenti, con raid aerei e fuoco d’artiglieria su Khan Younis e Gaza City, in vari obiettivi est e oltranza, secondo fonti locali e agenzie internazionali.
Ritiro delle forze e condizioni sul campo Alle prime luci dell’alba, le Forze di Difesa Israeliane hanno annunciato l’inizio del ritiro delle truppe dalla Striscia di Gaza, operazione che prosegue seguendo le linee di schieramento concordate con Hamas. Secondo i resoconti del Times of Israel, alcune unità si sono già ritirate completamente, altre mantengono posted lungo i fronti, con la copertura di bombardamenti di artiglieria e attacchi aerei in alcune zone. L’obiettivo è completare il ritiro entro la giornata, entro 24 ore dalla ratifica ufficiale dell’accordo da parte del governo israeliano.

Reazioni politiche italiane e occidentali In Italia, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha indicato una linea di partecipazione attiva a una missione di pace in Medio Oriente, in coordinamento con gli Stati Uniti. Durante una partecipazione a Mattino Cinque, Tajani ha sottolineato che l’Italia è pronta a contribuire e che già dispone di forze presenti sul terreno: carabinieri a Gerico, in Cisgiordania, e lungo l’ingresso di Rafah verso l’Egitto, con potenziali rafforzamenti in base all’evoluzione della situazione. Tajani ha anche anticipato che la firma ufficiale dell’accordo sarà accompagnata da una cerimonia di rilascio e dall’eventuale partecipazione del presidente del consiglio, in linea con i contatti intercorsi con le controparti regionali.
Intanto la realtà sul campo resta complessa: attacchi e contrattacchi continuano a essere segnalati, con corrispondenze che parlano di raid aerei su Khan Younis e di operazioni con elicotteri a Gaza City, mentre i soccorritori invitano i residenti a evitare le aree di confine finché la situazione non si stabilizzerà.

L’attenzione internazionale trova conferme e prospettive Oltre al quadro di attuazione sul terreno, si è riaccesa l’attenzione sulle ripercussioni diplomatiche. Fonti della Casa Bianca hanno espresso ottimismo circa la possibilità che l’accordo su Gaza favorisca una primavera di allargamento degli Accordi di Abramo, con l’auspicio di una regione più stabile. Le stesse fonti hanno sottolineato che gli ostaggi, vivi e morti, erano al centro delle trattative e che la disponibilità di Hamas a modificare la percezione degli ostaggi come strumento negoziale ha facilitato l’accordo.
Anche a livello interno statunitense emergono spunti sul possibile cambiamento di postura di Hamas: secondo alcune fonti, Hamas avrebbe visto gli ostaggi non più come risorsa negoziale primaria, ma come una questione da gestire in modo meno strumentale, facilitando così l’accordo sul cessate il fuoco e la liberazione dei prigionieri.
Contesto sull’annuncio e prossimi passi L’annuncio ufficiale dell’accordo è stato seguito dalla notizia che Israele ha approvato il piano di rilascio di tutti gli ostaggi detenuti da Hamas, vivi e morti, marcando un passaggio chiave per l’entrata in vigore della tregua. Contestualmente, l’Italia si è detta pronta a partite con una missione di pace in coordinamento con gli Stati Uniti, e con una presenza già attiva sul terreno in attesa di sviluppi.
Prossimi aggiornamenti: monitoreremo la cerimonia di firma prevista per lunedì, la presa di posizione internazionale, l’evoluzione sul fronte militare e i progressi sul rilascio degli ostaggi. Restate con noi per seguire in tempo reale l’evoluzione della situazione in Gaza, la risposta diplomatica globale e le risposte sul campo.