Flotilla, israeliani a bordo dell’Alma: equipaggio fermato. Tajani: “Gli italiani saranno espulsi da Ashdod”

 Alle prime ore della sera, si è consumato un episodio di forte tensione nel Mediterraneo: la Marina israeliana ha dato il via all’operazione di abbordaggio della Global Sumud Flotilla, una missione internazionale di solidarietà con il popolo palestinese. La prima imbarcazione fermata è stata l’Alma, che è stata raggiunta da motovedette militari israeliane e isolata in mare.

Gli attivisti a bordo hanno raccontato in diretta le fasi dell’operazione, sottolineando come i sistemi di comunicazione siano stati temporaneamente disattivati. Secondo fonti diplomatiche, nessuno degli attivisti avrebbe opposto resistenza, confermando un’operazione condotta senza scontri fisici.

Aggiornamenti dall’imbarcazione e reazioni politiche

Alle 19:40, Benedetta Scuderi, europarlamentare italiana a bordo della Flotilla, ha comunicato tramite social: «Ci sono diverse imbarcazioni che stanno bloccando la nostra strada a poche miglia da noi. Da lì inizierà l’intercettazione. Restate connessi, ci stanno per fermare». Poco dopo, l’equipaggio ha confermato l’ingresso a bordo dei militari israeliani.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha commentato l’operazione cercando di ridimensionare la portata dell’evento: «Non lo chiamerei attacco, ma blocco. Mi auguro che tutto avvenga senza problemi. Le barche sono circondate e saranno portate ad Ashdod. L’importante è che non ci sia violenza e che l’operazione avvenga con calma».

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha invece confermato il piano di evacuazione degli attivisti italiani: «Abbiamo dato mandato all’ambasciata a Tel Aviv e ai consolati di assistere gli italiani. Saranno portati al porto di Ashdod e poi espulsi. Credo ci sarà un volo per riportarli in Europa insieme agli altri attivisti». Tajani ha inoltre sottolineato che l’abbordaggio era «previsto» e ha chiesto a Israele di evitare l’uso della violenza, confidando nel comportamento «gandhiano» degli attivisti.

Le reazioni internazionali e le dichiarazioni di Meloni

Da Copenaghen, la premier italiana Giorgia Meloni ha espresso forte critica: «Insistere è stato irresponsabile. Forse le sofferenze del popolo palestinese non erano la priorità. Se fosse stato davvero per una ragione umanitaria, si sarebbero accettate le numerose proposte per consegnare gli aiuti in sicurezza». La leader ha anche evidenziato come l’operazione possa alimentare tensioni diplomatiche tra Italia e Israele.

Nel frattempo, fonti arabe, tra cui Al Jazeera, hanno riferito di esplosioni di mine in mare, notizia che però non ha ancora trovato conferme ufficiali.

Una notte di incertezza e preoccupazione

L’operazione israeliana potrebbe protrarsi per ore, con il rischio di escalation. Gli attivisti, pur consapevoli dei rischi, hanno scelto di non opporsi fisicamente, confidando nella calma e nel rispetto delle procedure. La comunità internazionale osserva con attenzione, mentre in Italia si moltiplicano le manifestazioni di solidarietà con la Flotilla e le preoccupazioni per le sorti degli equipaggi.

L’intera operazione si inserisce in un contesto di alta tensione diplomatica e umanitaria, con il rischio di una crisi più ampia se le parti non troveranno un punto di dialogo e di rispetto reciproco. La notte sarà decisiva per il prosieguo di questa delicata vicenda nel cuore del Mediterraneo.