“Mai successo prima!”. Nominata la prima ministra ‘fatta così’: non ci crederete mai!

In un gesto che ha fatto il giro del mondo, il primo ministro albanese Edi Rama ha annunciato la nomina di Diella, un’intelligenza artificiale, a ministra degli appalti pubblici e della gestione dei fondi statali. La decisione rappresenta un esperimento senza precedenti nel panorama politico internazionale, volto a combattere uno dei problemi più radicati del Paese: la corruzione.

Diella: da assistente digitale a ministra

Il nome Diella, che in albanese significa “Sole”, non è casuale. Già dal 2022, questa AI veniva impiegata nella piattaforma digitale e-Albania, dove gestiva pratiche burocratiche come certificati, libretti sanitari e documenti online. Ora, grazie a un progetto innovativo dell’Agenzia nazionale per la società dell’informazione, Diella è stata “promossa” a ministra, con l’obiettivo di garantire trasparenza e incorruttibilità al 100% nelle procedure di appalto pubblico.

Un’arma contro la corruzione

L’Albania si colloca stabilmente tra i Paesi più corrotti dei Balcani. Secondo il rapporto 2023 di Transparency International, il Paese si trovava all’80° posto su 180 nel Corruption Perception Index. La creazione di strutture come la Spak, una commissione speciale contro corruzione e crimine organizzato, aveva portato a risultati contrastanti, tra arresti eccellenti e tensioni politiche. La nomina di Diella rappresenta quindi un tentativo di innovare e rafforzare la lotta alla corruzione, affidando a un’intelligenza artificiale la gestione di un settore cruciale.

Opportunità e sfide

Il premier Rama ha chiarito che, per il momento, la supervisione umana rimarrà in vigore, ma l’obiettivo finale è affidare completamente a Diella la gestione degli appalti pubblici. La speranza è di ridurre al minimo gli spazi di manovra per pratiche illecite e favoritismi. Tuttavia, questa scelta solleva anche interrogativi importanti: quanto è sicura questa tecnologia? Quali rischi di manipolazione o di errori potrebbero emergere? E come garantire la trasparenza dei modelli di intelligenza artificiale utilizzati?

Un dibattito internazionale

L’esperimento albanese si inserisce in un più ampio dibattito globale sullo sviluppo etico dell’AI. L’Unione Europea, con l’approvazione del nuovo EU AI Act nel 2023, ha cercato di stabilire regole chiare per l’utilizzo di queste tecnologie. Tuttavia, la corsa all’innovazione è veloce e le implicazioni sono profonde: l’intelligenza artificiale rischia di andare oltre i confini della politica, ponendo questioni etiche e di governance che richiedono risposte immediate.