Emanuela Orlandi, spunta la confessione dopo 42 anni: “Lì c’ero anch’io”. Clamoroso!

 Un evento imprevisto ha riacceso le speranze e le polemiche sul caso di Emanuela Orlandi, la giovane scomparsa da oltre 40 anni nota come la “Vatican Girl”. Durante un’audizione segreta davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa della ragazza, sono emersi dettagli inediti grazie alle testimonianze di Sabrina Minardi, ex compagna del boss Enrico De Pedis, e alle sue dichiarazioni raccolte da Giovanna Petrocca, vice dirigente della squadra mobile di Roma tra il 2007 e il 2009.

Le dichiarazioni di Minardi, rese note oggi, hanno suscitato grande scalpore. Petrocca ha raccontato come la squadra abbia rintracciato la Minardi in una comunità nei pressi di Salerno, sorprendendola con una visita inaspettata. «Sabrina non si aspettava la nostra presenza, non aveva richiesto l’incontro e non sapeva che saremmo andati a sentirla», ha spiegato Petrocca. La testimonianza si è concentrata su un colloquio in cui Minardi ha ammesso di aver partecipato attivamente al sequestro di Emanuela.

Secondo quanto riferito, Minardi avrebbe raccontato di essere stata incaricata di spostare la ragazza da un’auto a un’altra in diversi punti di Roma. La ricostruzione descrive un episodio in cui De Pedis avrebbe dato appuntamento al Gianicolo, dove una Renault 5 condotta da una donna avrebbe portato una giovane, successivamente fatta salire su una BMW dello stesso boss. La ragazza sarebbe stata poi consegnata a un sacerdote che l’attendeva con una Mercedes scura, lungo la “via delle mille curve”.

Un elemento particolarmente delicato riguarda il coinvolgimento del Vaticano. Petrocca ha riferito che Minardi riteneva che il sequestro fosse stato ordinato a De Pedis dal cardinale Marcinkus, allora presidente dello IOR. Questa ipotesi, ancora tutta da verificare, apre nuovi scenari sulla possibile connessione tra le istituzioni religiose e il caso Orlandi.

Tuttavia, la Commissione ha sottolineato la delicatezza delle dichiarazioni di Minardi, evidenziando la sua evidente fragilità psicologica. «Tutte le sue affermazioni devono essere considerate con cautela», ha precisato Petrocca, ricordando che nel 2008 la donna versava in pessime condizioni di salute.

Il presidente della Commissione, Andrea De Priamo, ha risposto alle critiche sulla mancata audizione diretta di Minardi prima della sua morte, affermando che «il lavoro della Commissione si basa sulla serietà e sulla verifica dei documenti. L’audizione sarebbe stata possibile solo dopo uno studio approfondito della documentazione e una valutazione dello stato di salute della testimone».

Il caso di Emanuela Orlandi, che ha attraversato decenni di mistero e speculazioni, si arricchisce così di nuovi elementi che potrebbero aprire strade inedite per la risoluzione di uno dei più intricati enigmi della storia italiana. Restano da verificare le fonti e le ricostruzioni, ma l’attenzione resta alta su eventuali sviluppi futuri.