Alessia Pifferi, gli psichiatri non hanno dubbi. I risultati della perizia

La città di Milano,  a luglio del 2022, venne sconvolta  da una notizia che, rapidamente, raggiunse tutta la penisola, quella del decesso della piccola Diana Pifferi. La sua storia, così come il suo volto dolcissimo hanno commosso milioni di nostri connazionali, generando sconcerto, amarezza e indignazione.

Fu la madre Alessia Pifferi a lasciarla da sola, in casa, per sei giorni, provocando la scomparsa di Diana,  che aveva solo un anno e mezzo. Nel suo stomaco,  sono stati trovati dei pezzettini di pannolino, il suo stesso pannetto, quello che ha provato a mangiare per sopravvivere,  in preda ai morsi della fame.

Diana non c’è l’ha fatta, è deceduta di stenti in una casa di Ponte Lambro a Milano, dopo una lunga agonia, come confermato dall’esame autoptico, secondo il quale la piccola è spirata per una gravissima e prolungata disidratazione aggravata dalle altissime temperature di quel mese di luglio.

I medici legali , con le analisi tossicologiche,  hanno accertato che alla piccola era stato dato un biberon di latte con gocce di benzodiazepine, forse  per tenerla sedata e per evitare che piangesse…accusa che la madre ha sempre respinto. Nel 2024, la Corte di Assise di Milano ha condannato Alessia  alla pena dell’ergastolo per il delitto della figlia.

risultati della perizia su Alessia Pifferi sono appena arrivati e gli psichiatri non hanno dubbi sul fatto che… 

La perizia, disposta nel processo di secondo grado a Milano, a carico di Alessia Pifferi, condannata all’ergastolo per delitto volontario aggravato in primo grado per aver lasciato perire di stenti la figlioletta Diana, ha stabilito che la donna era capace di intendere e di  volere. La famiglia ha accolto con soddisfazione l’esito della perizia, in quanto  è stato  confermato quello che hanno sempre sostenuto, ossia che la  Pifferi fosse assolutamente consapevole delle proprie azioni,  quindi che non avesse alcun disturbo.

I legale della zia e della nonna di Diana, Emanuele De Mitri,  ha  illustrato alla stampa quali sono stati i risultati della perizia.  Ora, dunque, sappiamo che la donna ha posto in essere tutto questo  con le sue piene capacità.

Nell’ambito del processo di appello, a  fine febbraio, la Corte aveva accolto l’istanza della legale Alessia Pontenani , affidando  ad un nuovo team di lavoro, formato dallo  psichiatra Giacomo Francesco Filippini, dalla neuropsicologa Nadia Bolognini e  dal neuropsichiatra infantile Stefano Benzoni, la perizia. 

Il risultato di quest’ultima è che Alessia Pifferi  avesse la piena capacità di intendere e di volere al momento dei fatti, quindi quando ha abbandonato sua figlia, senza cibo e acqua, per giorni, sino a provocarne il decesso per stenti. Il disturbo  individuato dagli esperti in Alessia, risalirebbe alla sua infanzia, ma non avrebbe influito sulla capacità di intendere e volere al momento dei fatti.   La Pifferi non ha alcun vizio di mente.

Intanto, cresce l’attesa per  un’altra importante data, quella del 24 settembre,  in cui gli esperti discuteranno in aula, davanti alla Corte,  sui risultati degli accertamenti, alla presenza dei consulenti delle parti. La terza data super attenzionata è quella del 22 ottobre ,  giorno in cui   Alessia rischia la conferma dell’ergastolo, se non verranno concesse attenuanti.