Salvini-Macron, esplode il caos: scontro tra i due leader politici

Lo scontro tra Italia e Francia si è intensificato a seguito delle dichiarazioni rilasciate da Matteo Salvini sul presidente Emmanuel Macron. L’ambasciatrice italiana Emanuela D’Alessandro è stata convocata dal governo francese, il quale ha definito “inaccettabili” le affermazioni del vicepremier italiano. La notizia, diffusa dall’agenzia Afp e confermata da fonti diplomatiche, evidenzia il crescente disagio all’Eliseo dopo le recenti esternazioni del leader leghista.
<blockquote class="twitter-tweet" data-media-max-width="560"><p lang="it" dir="ltr">Matteo Salvini: «Soldati europei e italiani al fronte in Ucraina, come propongono Macron e altri? Mai.» <a href="https://t.co/te9BYQq2k2">pic.twitter.com/te9BYQq2k2</a></p>— Lega - Salvini Premier (@LegaSalvini) <a href="https://twitter.com/LegaSalvini/status/1958470646234587431?ref_src=twsrc%5Etfw">August 21, 2025</a></blockquote> <script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
Scontro sulla questione Ucraina
Il nodo della discordia riguarda i cosiddetti Paesi volenterosi, ovvero gli Stati europei favorevoli all’invio di truppe in Ucraina per il mantenimento della pace, una posizione sostenuta da Francia e Regno Unito ma respinta sia dalla premier Giorgia Meloni sia, con particolare fermezza, da Matteo Salvini. Quest’ultimo aveva dichiarato: “A Milano si direbbe taches al tram (attaccati al tram, ndr). Vacci tu se vuoi. Ti metti il caschetto, il giubbetto, il fucile e vai in Ucraina”.

Reazione del governo francese
La replica di Parigi non si è fatta attendere. Dopo aver richiesto chiarimenti attraverso il consigliere diplomatico di Macron e l’ambasciatore francese in Italia, la Francia ha domandato a Palazzo Chigi e alla Farnesina se Salvini parlasse a titolo personale o a nome dell’esecutivo. In mancanza di una risposta ufficiale, la scelta è ricaduta sulla convocazione della diplomatica italiana. Secondo fonti Afp, a Emanuela D’Alessandro è stato ribadito che le parole di Salvini “sono in contrasto con il clima di fiducia e con le storiche relazioni tra i due Paesi”, rapporti che negli ultimi tempi avevano trovato punti di convergenza, soprattutto sul dossier ucraino.
Meloni tra Stati Uniti e Francia
L’escalation diplomatica si consuma mentre Giorgia Meloni si trova a Washington per un incontro con Emmanuel Macron e altri leader europei, con l’obiettivo di discutere la mediazione di Donald Trump sulla crisi ucraina. Durante il vertice è stata valutata la possibilità di uno scudo difensivo per Kiev, fino a considerare l’invio di truppe per garantire una tregua, proposta sostenuta dalla Francia. Meloni, pur preferendo una soluzione ispirata all’articolo 5 della Nato, aveva manifestato disponibilità al dialogo senza aderire completamente alla posizione francese. L’intervento di Salvini rischia ora di complicare ulteriormente il quadro diplomatico.

Posizione del governo italiano
Il governo italiano si trova ora a dover scegliere se prendere le distanze dalle parole di Salvini, per preservare il dialogo con la Francia, oppure mantenere il silenzio e affrontare le possibili conseguenze di un raffreddamento diplomatico. Finora, la presidente del Consiglio ha evitato dichiarazioni dirette, delegando al ministro degli Esteri Antonio Tajani la gestione di precedenti tensioni con Parigi.
In ambito riservato, cresce il timore che la Francia possa adottare misure di ritorsione su temi sensibili come la questione migratoria o gli accordi economici tra i due Paesi.
Precedenti tra Salvini e Macron
Non si tratta del primo episodio di tensione tra Salvini e Macron. Già a marzo, il leader della Lega aveva definito il presidente francese “un matto che parla di guerra nucleare”, respingendo l’idea di un esercito europeo sotto il comando francese. In altre circostanze, Salvini aveva utilizzato espressioni quali “ipocrita”, “chiacchierone”, “signorino educato che eccede in champagne” e “criminale”. L’escalation verbale era culminata a giugno con l’invito: “Mettiti l’elmetto, vai a combattere e non rompere le palle”. Ora la disputa si sposta sul piano diplomatico, con il rischio di un deterioramento dei rapporti tra Roma e Parigi.