Roberta Bruzzone smonta le versioni sul caso Simona: “C’è qualcosa che non torna”

La tragica morte di Simona, la giovane trovata senza vita nella piscina di una villa a Bagheria, continua a sollevare interrogativi e a generare dubbi tra gli inquirenti e la comunità. Roberta Bruzzone, nota psicologa e criminologa, ha analizzato i punti chiave dell’indagine, evidenziando le contraddizioni e le incognite ancora irrisolte.

Le versioni sul ritrovamento del corpo
Uno dei primi aspetti che desta maggiore confusione riguarda le modalità del ritrovamento del corpo. La famiglia di Simona sostiene che la ragazza galleggiasse supina in superficie, mentre la Procura di Termini Imerese riferisce che il corpo si trovasse sul fondo della piscina, in un angolo poco illuminato. Secondo le testimonianze, due ragazzi si sarebbero tuffati attorno alle 4 del mattino per recuperare il corpo, ma questa versione contrasta con quella dei familiari, creando una prima importante contraddizione.

Indumenti e prove sequestrate
Inizialmente, i familiari avevano denunciato la sparizione degli indumenti di Simona, ma le indagini hanno chiarito che i vestiti sono stati effettivamente sequestrati dalla Procura, insieme a bicchieri e bottiglie trovati nella zona bar della villa. L’accusa di aver alterato la scena del crimine è stata respinta dagli inquirenti, che sottolineano come non ci siano elementi che possano far pensare a manipolazioni.

Esami tecnici e autopsia
Sono attualmente in corso esami radiologici e TAC preliminari, mentre l’autopsia ufficiale è prevista per giovedì 7 agosto, con la presenza dei consulenti della famiglia. L’obiettivo è chiarire se la causa del decesso sia un malore, un annegamento o un evento esterno, come una spinta o l’assunzione di sostanze.

Indagine e ipotesi
La Procura di Termini Imerese ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento senza indagati. La pista principale rimane quella di un incidente, ma molte domande restano aperte, soprattutto riguardo alla presenza di numerose persone alla festa e alla mancanza di attenzione verso il corpo, nonostante la piscina fosse piccola e frequentata. Bruzzone sottolinea come sia inquietante il fatto che nessuno si sia accorto della presenza del corpo, considerando anche il numero di invitati.

Prelievo di DNA e dettagli inquietanti
Tra le prove raccolte, c’è il prelievo del DNA di uno degli invitati, che sarà confrontato con tracce trovate nella villa. Un dettaglio che desta sconcerto riguarda l’invito alla festa, che suggeriva di portare un costume “nel caso qualcuno, troppo ubriaco, cadesse in piscina”. Un dettaglio che, alla luce dei fatti, appare sinistro e macabro.

Stato di salute di Simona
Simona era un’atleta agonistica, sana e con regolare certificazione medica. Testimoni, tra cui il suo allenatore e amici, confermano l’assenza di patologie note. Anche il ritardo nell’allarme, circa un’ora dopo che l’amica l’aveva lasciata, solleva interrogativi sulla dinamica dei fatti.

Le domande ancora senza risposta
Tra le questioni più urgenti ci sono: perché le versioni divergono così tanto riguardo alla posizione del corpo? Come è stato possibile che nessuno si sia accorto della presenza del corpo? Quali sono le cause reali del decesso: un malore improvviso, l’assunzione di sostanze o una spinta? La famiglia di Simona, pur non accusando nessuno, chiede chiarezza e trasparenza.

L’attesa per l’autopsia
L’esito dell’autopsia, prevista per il 7 agosto, rappresenterà un punto di svolta fondamentale. Potrà confermare o escludere l’ipotesi di un malore e ricostruire le dinamiche della notte fatale. Nel frattempo, Bruzzone evidenzia come molte ombre e coincidenze inquietanti continuino a circondare questa vicenda, lasciando aperti più di un interrogativo.