La Russia alza il tiro: niente più limiti sui missili. “Italia inaffidabile”

l clima geopolitico si fa sempre più incandescente. La Russia annuncia la fine della moratoria unilaterale sull’uso di missili a corto e medio raggio, aprendo la porta a un nuovo scenario di tensione militare tra Mosca, Europa e Stati Uniti.

Mosca alza la posta in gioco

Dopo settimane di crescente tensione, il Cremlino ha ufficialmente comunicato la revoca della moratoria unilaterale sull’impiego di missili a raggio intermedio e medio. La decisione, confermata da una nota del ministero degli Esteri russo, arriva in un contesto di forte escalation militare e diplomatica, con Mosca che denuncia il dispiegamento di missili statunitensi in Europa e in Asia-Pacifico come una “minaccia diretta alla sicurezza nazionale”.

«Con i nostri avvertimenti ignorati e il dispiegamento di missili statunitensi in Europa e nella regione Asia-Pacifico, non ci sono più le condizioni per mantenere la moratoria», si legge nella nota ufficiale. La Russia si dice pronta a adottare “misure speciali” per tutelare i propri interessi, alimentando i timori di un possibile ritorno a un confronto militare più diretto.

Le parole di Medvedev: un avvertimento all’Occidente

A rincarare la dose, Dmitry Medvedev, vicesegretario del Consiglio di Sicurezza russo, ha scritto su X (ex Twitter): «La revoca della moratoria è il risultato della politica anti-russa della NATO. È una nuova realtà con cui dovranno fare i conti». La sua dichiarazione rappresenta una chiara minaccia di ulteriori mosse da parte di Mosca, che si prepara a un possibile inasprimento delle tensioni in Europa.

Il trattato INF, firmato nel 1987 da Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov, aveva eliminato i missili a raggio intermedio in Europa. Tuttavia, dopo l’uscita unilaterale degli Stati Uniti nel 2019, la Russia aveva deciso di mantenere una moratoria volontaria. Ora, questa scelta viene abbandonata, segnando un nuovo capitolo nel confronto tra le grandi potenze.

L’Italia nel mirino del Cremlino

Non si ferma solo alla sfera militare la reazione di Mosca. L’ambasciatore russo in Italia, Alexei Paramonov, ha rilasciato dure dichiarazioni al quotidiano Izvestia, accusando le élite italiane di aver “fatto penetrare due nuovi virus”: la russofobia e l’ucrofilia. Secondo il diplomatico, l’Italia mostra un atteggiamento ipocrita e doppio gioco, dichiarando di non essere coinvolta nel conflitto ucraino ma, nei fatti, sostenendo politiche ostili alla Russia.

«Dopo il Covid, due nuovi virus hanno penetrato le élite italiane: la russofobia e l’ucrofilia», ha affermato Paramonov, sottolineando come le dichiarazioni ufficiali spesso contrastino con le azioni concrete. L’ambasciatore ha inoltre lanciato un messaggio diretto: «La Russia non deve fidarsi affatto dell’Italia». Secondo lui, le élite italiane mentirebbero sulla reale portata del sostegno a Kiev, alimentando un clima di sospetto e deterioramento dei rapporti bilaterali.

Un’escalation diplomatica con ripercussioni future

Le parole di Paramonov rappresentano un chiaro segnale del deterioramento dei rapporti tra Roma e Mosca, in un contesto internazionale già segnato da tensioni crescenti. La crisi diplomatica potrebbe avere ripercussioni non solo nei rapporti bilaterali, ma anche negli scenari geopolitici più ampi, alimentando il rischio di un’escalation militare e di nuove alleanze.