“Non è di Alberto Stasi”. Garlasco, nuovo colpo di scena: il giallo dell’impronta fantasma

Sono passati quasi due decenni da quel tragico giorno in cui Chiara Poggi fu trovata senza vita nella sua villetta di via Pascoli, eppure il caso continua a riservare sorprese e interrogativi irrisolti. Sebbene la condanna definitiva di Alberto Stasi sia ancora valida, nuove analisi e reperti emergono dall’ombra, alimentando dubbi e alimentando le teorie di chi non si arrende alla versione ufficiale.
Impronte e tracce dimenticate
A riaccendere l’attenzione sul caso è l’esperto di balistica e analisi delle tracce ematiche Enrico Manieri, che ha recentemente rivisto le fotografie e i rilievi effettuati sulla scena del crimine. In un’intervista a “Il Giorno”, Manieri ha sottolineato come alcune impronte di suola trovate sulla scala che conduce alla taverna non corrispondano alle scarpe indossate da Stasi, né a nessuna delle 27 paia di calzature analizzate all’epoca. La suola con risalti rettangolari, infatti, sembra appartenere a un’altra persona, forse estranea alla scena.
Il mistero delle scarpe Mister Valentino
Un elemento che riaccende i sospetti di una presenza diversa è rappresentato da un paio di scarpe marca Mister Valentino, numero 43, rinvenute undici giorni dopo l’omicidio in un canale tra Villanova d’Ardenghi e Zinasco. Le scarpe erano contenute in un sacco di cellophane, insieme ad alcuni indumenti ancora umidi. I primi test con il Luminol avevano indicato tracce di sangue, ma successivi esami, compromessi dall’umidità, diedero esito negativo. Quel reperto, tuttavia, fu successivamente accantonato e, secondo alcune ricostruzioni, anche distrutto, lasciando un vuoto inquietante nell’inchiesta.
L’impronta misteriosa e il sospetto di una presenza sconosciuta
Il tassello più enigmatico riguarda un’impronta nuda, recentemente analizzata dal sito “Dillinger News”. La traccia presenta una deformazione compatibile con l’alluce valgo, una condizione abbastanza comune, e mai attribuita né a Alberto Stasi né ad altri soggetti noti coinvolti nel caso. La sua presenza sulla scena del crimine ha portato alcuni a ipotizzare che possa essere la firma di un altro assassino, forse una donna o una persona ancora sconosciuta.
Il medico legale Oscar Ghizzoni, consulente della difesa di Stasi, ha più volte evidenziato come quella traccia non sia compatibile con la morfologia plantare dell’ex imputato. Se davvero l’impronta appartiene a una persona con alluce valgo e non a Stasi, allora l’identità di chi l’ha lasciata rimane un mistero, alimentando teorie alternative che suggeriscono la presenza di più persone sul luogo del delitto.
Un giallo ancora aperto
Tra segni di scarpe di piccola misura e tracce mai completamente analizzate, il caso Poggi si presenta come un puzzle ancora incompleto. La scomparsa di reperti fondamentali e le nuove interpretazioni delle prove riaccendono il dibattito sulla verità di quella notte. Nonostante la sentenza definitiva, il mistero di Chiara Poggi sembra voler restare vivo, alimentato da dettagli che chiedono ancora una volta di essere ascoltati e approfonditi.
Il futuro del caso
Le nuove analisi e le scoperte recenti potrebbero aprire la strada a ulteriori approfondimenti o, al contrario, consolidare la versione ufficiale. In ogni caso, il caso Poggi dimostra come, anche dopo diciotto anni, la verità possa ancora nascondersi dietro un’ombra, tra impronte dimenticate e tracce mai del tutto chiarite.


