“Non bastano più le parole”: la lettera a Giorgia Meloni

Un appello senza precedenti nel panorama diplomatico italiano sta scuotendo il dibattito politico nazionale. In una lettera aperta pubblicata dall’ANSA, 35 ex ambasciatori e figure di spicco della diplomazia italiana hanno rivolto un appello urgente alla premier Giorgia Meloni, chiedendo il riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina.
Una presa di posizione forte e decisa
Nel documento, i diplomatici sottolineano come «non siano più tollerabili ambiguità o posizioni intermedie» di fronte alla crisi in Gaza, definendo le violazioni dei diritti umani e i crimini di guerra commessi da Israele come «flagranti» e «da condannare». La lettera evidenzia inoltre le «restrizioni inaccettabili» all’accesso umanitario a Gaza e la riduzione delle attività delle organizzazioni internazionali, sostituite da fondazioni di dubbia legittimità.
Le richieste alla premier Meloni
Il documento elenca tre misure chiave che i firmatari ritengono urgenti e necessarie:
- Sospensione di ogni rapporto militare e di difesa con Israele.
- Sostegno in sede Ue a sanzioni individuali contro ministri israeliani come Bezalel Smotrich e Itamar Ben-Gvir, accusati di incentivare insediamenti illegali e violenze in Cisgiordania.
- Sospensione temporanea dell’Accordo di associazione tra Israele e Unione Europea.
Il passaggio più forte riguarda tuttavia il riconoscimento dello Stato di Palestina: «L’iniziativa da assumere con urgenza, di altissimo significato politico e tutt’altro che simbolica, è il riconoscimento nazionale dello Stato di Palestina, in vista della Conferenza internazionale sulla soluzione dei due Stati».
Perché il riconoscimento è fondamentale
Secondo i firmatari, questo atto dimostrerebbe che «due popoli, due Stati» non è solo uno slogan, ma un percorso negoziale praticabile e urgente. Essi sottolineano che le relazioni con Israele devono essere condizionate a questa prospettiva, ritenendo che il riconoscimento rappresenti un passo imprescindibile per una soluzione duratura e giusta del conflitto.
Chi sono i firmatari
Tra i 35 firmatari si trovano personalità di spicco come Pasquale Ferrara, Ferdinando Nelli Feroci, Stefano Stefanini, Rocco Cangelosi e Pasquale Quito Terracciano. Si tratta di ex direttori politici, ex rappresentanti permanenti presso la Ue e la Nato, nonché ex ambasciatori in Paesi strategici come Cina, Russia e Gran Bretagna. La loro lunga esperienza diplomatica dà peso e autorevolezza all’appello, che si conclude con un richiamo ai principi costituzionali italiani: «I lunghi anni spesi nel servizio diplomatico, nello spirito dell’articolo 11 della Costituzione, ci hanno spinto a rivolgerle questo appello, non potendo restare in silenzio di fronte alla sistematica negazione di tutto ciò in cui abbiamo creduto».