Vacanza finisce in tragedia, il corpo della giovane devastato dall’elica della barca

Un’altra tragedia segna l’estate italiana, portando ancora una volta sotto i riflettori il tema della sicurezza nelle acque interne e turistiche. La vittima è Julina De Lannoy, 32 anni, originaria di Aruba, che ha perso la vita in un incidente nautico avvenuto nel pomeriggio di sabato 12 luglio sul Lago di Como.
La giovane donna si trovava in Italia in vacanza con cinque amiche, a bordo di una barca a noleggio che solcava le acque del lago. La giornata, fino a quel momento tranquilla, è precipitata in un attimo di panico davanti a viale Geno, nel tratto più trafficato del primo bacino del lago. Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, ancora in fase di approfondimento, il natante su cui viaggiava Julina si sarebbe scontrato con un’altra imbarcazione, in un punto particolarmente affollato e frequentato da diportisti.
L’impatto violento avrebbe causato la caduta in acqua della giovane, che nel tentativo di salvarsi sarebbe stata colpita dall’elica della stessa barca. La scena, apparsa subito tragica, ha lasciato attoniti i passanti e i turisti presenti, testimoni impotenti di quanto accaduto. Immediatamente soccorsa, Julina è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Sant’Anna di Como, dove è arrivata in arresto cardiaco e con una gamba tranciata. Nonostante i tentativi di rianimarla, le sue condizioni si sono aggravate e la giovane donna è deceduta poco dopo il ricovero.
Sul luogo dell’incidente si sono immediatamente attivati numerosi mezzi di soccorso: Guardia di Finanza, Polizia Locale, Guardia Costiera, Vigili del Fuoco, personale della Croce Rossa, ambulanze e un elicottero. Entrambe le imbarcazioni coinvolte sono state sequestrate per consentire gli accertamenti necessari. Gli investigatori stanno lavorando per chiarire le cause dell’incidente, valutando se si sia trattato di un errore umano, di una manovra imprudente, di una distrazione o di una violazione delle normative nautiche, in particolare riguardo al rispetto delle distanze di sicurezza, dei limiti di velocità e dell’uso dei dispositivi di protezione.
La vicenda riporta alla ribalta un problema noto ma troppo spesso sottovalutato: la sicurezza nella navigazione turistica, specialmente nei periodi di massimo afflusso, quando barche a noleggio, spesso guidate da persone inesperte, affollano le acque di laghi e mari italiani. La morte di Julina rappresenta l’ultimo di una lunga serie di incidenti estivi, che evidenziano la necessità di interventi più efficaci e di controlli più stringenti.
Mentre la famiglia della giovane si prepara a organizzare il rimpatrio della salma, le autorità italiane sono chiamate a fare luce sull’accaduto e a riflettere su misure concrete per prevenire future tragedie. La sicurezza in mare e sui laghi deve diventare una priorità, affinché la bellezza e la vocazione turistica del nostro Paese non siano funestate da eventi evitabili e dolorosi.


