Escherichia Coli in Italia, scatta il divieto di balneazione: ecco dove

Escherichia Coli in Italia, scatta il divieto di balneazione: ecco dove – Il divieto è stato ufficializzato con un’ordinanza ed è valido fino a nuova comunicazione. Una misura necessaria per tutelare la salute pubblica e prevenire rischi legati alla qualità delle acque.

Escherichia Coli in Italia, scatta il divieto di balneazione: ecco dove

Stop temporaneo ai bagni nella località di La Licciola, a Santa Teresa Gallura. Con un’ordinanza urgente, firmata l’11 luglio 2025, il Comune ha vietato la balneazione in un tratto preciso della costa, a seguito dei risultati delle analisi effettuate dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Sardegna (ARPAS). A preoccupare sono i valori fuori norma di Escherichia Coli rilevati nell’acqua di mare.

I risultati delle analisi: batteri oltre i limiti

Il campanello d’allarme è scattato dopo il prelievo dell’8 luglio 2025 presso la stazione di monitoraggio B144ss – La Licciola, situata nel Comune di Santa Teresa Gallura, in provincia di Sassari. I campioni analizzati dal Servizio laboratorio ARPAS di Sassari, diretto ad interim da Rosina Anedda, hanno rilevato valori preoccupanti. In particolare:

  • Escherichia Coli885 unità/100 ml, ben oltre il limite di legge fissato a 500;
  • Enterococchi intestinali137 unità/100 ml, entro i limiti (valore soglia 200).

Alla luce di questi dati, è stato applicato quanto previsto dall’articolo 2, comma 4 del D.M. 30 marzo 2010, che autorizza il sindaco a vietare temporaneamente la balneazione in caso di superamento dei parametri microbiologici. Il divieto riguarda un tratto specifico del litorale lungo 2.667 metri, i cui estremi sono stati identificati tramite coordinate Gauss-Boaga:

  • Inizio: Est 1.523.496, Nord 4.564.129
  • Fine: Est 1.522.770, Nord 4.565.359

Si tratta di un’area nota per la bellezza delle sue acque, frequentata in alta stagione da numerosi turisti. Ora, però, sarà interdetta ai bagnanti fino al ripristino dei livelli di sicurezza.

Le cause: “Piogge eccezionali, nessun guasto agli impianti”

Secondo le prime valutazioni dell’amministrazione comunale, non si tratterebbe di un problema strutturale legato agli impianti fognari o depurativi. Il superamento dei limiti, si legge nel provvedimento, sarebbe conseguenza diretta di eventi meteorologici eccezionali, in particolare le forti piogge che hanno colpito l’area nei giorni precedenti. Un fenomeno noto, che in casi simili può causare il riversamento in mare di contaminanti provenienti da corsi d’acqua interni o da sistemi di drenaggio sovraccarichi.

I provvedimenti: segnaletica, comunicazioni e controlli

L’ordinanza, firmata dal sindaco, si fonda sugli articoli 50 e 54 del D.Lgs. n. 267/2000, ovvero il Testo Unico delle leggi sugli enti locali, e include una serie di misure immediate:

  • Divieto di balneazione nella zona interessata fino a nuova comunicazione;
  • Installazione di segnaletica visibile che informi chiaramente bagnanti e turisti del rischio sanitario in corso, come previsto dall’art. 15 del D.Lgs. 116/2008;
  • Trasmissione dei dati e dell’ordinanza al Ministero della Salute tramite il portale NSIS, in linea con quanto previsto dai decreti ministeriali del 30 maggio 2010 e del 19 aprile 2018;
  • Avvio di controlli per identificare con precisione l’origine dell’inquinamento, e risoluzione delle eventuali criticità.

La revoca del divieto avverrà solo dopo nuovi prelievi e analisi che attestino il rientro dei parametri nei limiti consentiti. Finché ciò non avverrà, il tratto costiero resterà off-limits. L’ARPAS continuerà a monitorare la situazione nei prossimi giorni, con la possibilità di ripetere i test a breve. Nel frattempo, si invita la popolazione e i turisti alla massima collaborazione, evitando la balneazione nelle aree interdette per non mettere a rischio la propria salute. Un colpo duro per una delle mete più amate della Sardegna settentrionale, che punta però a risolvere il problema in tempi brevi.