Garlasco, Feltri difende Stasi: “Condannato un innocente. Nessuna prova, processo ingiusto”

A quasi due decenni dal tragico omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007 a Garlasco, il caso torna a far discutere l’opinione pubblica e i media italiani. Durante la puntata di “Filorosso” su Rai3, condotta da Manuela Moreno, è intervenuto il noto giornalista Vittorio Feltri, che ha rivolto dure critiche sulla gestione giudiziaria della vicenda e sulla condanna di Alberto Stasi, ritenendo che si tratti di un grave errore giudiziario.
Feltri: “Condannato dopo due assoluzioni, in un Paese civile non succede”
Il commentatore ha aperto il dibattito sottolineando come Stasi, condannato in via definitiva nel 2015 per l’omicidio della giovane, fosse già stato assolto due volte in precedenza, nel 2008 e nel 2013. “Condannato dopo due assoluzioni: in nessun Paese civile succede,” ha affermato Feltri. “Il caso Garlasco continua a interessare perché si è condannato un innocente. Ora si cerca il vero assassino, ma le possibilità sono poche: le indagini si stanno conducendo su nulla, senza elementi concreti.”
Nessuna prova valida e un processo inutile
Feltri ha ancora ribadito che la riapertura del caso si fonda su supposizioni e nulla di sostanziale. “Non c’è stato un solo elemento nuovo che giustificasse questa riapertura,” ha detto. “Anche su Andrea Sempio, altro nome finito nel mirino, non ci sono prove concrete. Le indagini sono uno spreco di risorse.”
Errore giudiziario e il peso delle assoluzioni ignorate
L’intervento di Feltri si è concentrato sull’errore di fondo della vicenda giudiziaria: “Il più grave errore è stato ignorare le due assoluzioni e costringere Stasi a un terzo processo. È un peccato che abbia minato la fiducia nella giustizia,” ha commentato il giornalista.
La responsabilità della magistratura: “Non pagano mai”
In conclusione, Feltri ha sollevato una riflessione più generale sul funzionamento della giustizia italiana. “Se un medico sbaglia, paga di tasca sua. Se un cittadino commette un errore, pure. Ma i magistrati no. Non pagano mai, lo Stato si assumes la responsabilità,” ha detto. “Questo modo di agire è normale? È giusto?”
Le sue parole hanno riacceso il dibattito sulla vicenda di Chiara Poggi e sulle responsabilità della magistratura, accendendo il discorso su uno dei casi più controversi e discussi dell’ultimo quarto di secolo.
Il caso Chiara Poggi: un dramma italiano ancora irrisolto
Il delitto di Garlasco, avvenuto il 13 agosto 2007, aveva sconvolto l’Italia per crudeltà e mistero. La giovane Chiara Poggi fu trovata uccisa nella sua casa, e l’attenzione si concentrò rapidamente su Alberto Stasi, il suo fidanzato, che fu condannato in via definitiva nel 2015. Tuttavia, le questioni irrisolte e le controversie attorno alle indagini continuano ad alimentare il dibattito pubblico, come dimostrano le dichiarazioni di Feltri.

