La Lombardia al governo: “Mantenere le misure restrittive”

 

L’intenzione della Regione Lombardia è di “mantenere per un’altra settimana” le misure di contenimento del virus “in zona rossa e gialla”.

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Lo ha annunciato l’assessore al Welfare Giulio Gallera facendo il punto a una settimana dallo scoppio dell’emergenza sanitaria. “Otto giorni fa abbiamo registrato il primo caso positivo di coronavirus in Lombardia – ha spiegato l’assessore -. Al momento sono stati fatti 4.835 tamponi: di questi il 75 per cento è risultato negativo, l’11 positivo e il 14 deve essere ancora processato. Sono i casi 531 positivi, di questi 235 lombardi sono ricoverati, e in terapia intensiva erano 57 ora sono 85, come da ultime rilevazioni fatte”.

“Ad oggi – ha poi aggiunto – il dato è di 17 persone decedute in Lombardia. Ieri erano 14, oggi ce ne sono 3 in più. Sono tutte persone anziane e o con quadro clinico compromesso”. In aree come quelle di Lodi arrivano in pronto soccorso “anche 100 persone al giorno con quadri clinici compromessi”, ha spiegato Gallera.

Così l’idea della Regione è quella di mantenere le misure di contenimento del virus per un’altra settimana. “Abbiamo maturato una sorta di protocolli comportamento per disposizioni sanitarie, dei correttivi che potrebbero essere percepiti come mitigazioni all’ordinanza, fermo restando il principio salute pubblica”, ha spiegato l’assessore al Bilancio, Davide Caparini. “Siamo ben consapevoli delle restrizioni e della fatica che abbiamo richiesto ai nostri cittadini predisponendo un piano per l’emergenza”, ha continuato Gallera spiegando che però “le misure adottate domenica scorsa alla luce dei dati sono assolutamente valide e permettono di controllare la diffusione del virus ed evitare che il virus colpisca tutta la regione. Solo con 14 giorni possiamo capire se la diffusione passerà da 1 a 2 a 1 a 1”. Secondo quanto spiegato poche ore fa dai tecnici lombardi, “dalle prime evidenze ogni soggetto positivo trasmette il Covid-19 ad altre due persone: se la diffusione si estende gli ospedali andranno tutti in crisi”. E così Gallera ha annunciato che l’ente chiederà al governo di prolungare i divieti di assembramento in tutta la regione per una settimana.

Scuole e Università
L’assessore Caparini ha ribadito la richiesta “di sospendere le lezioni nelle scuole per un’altra settimana” spiegando però che la decisione spetta al governo e che al momento “non siamo nelle condizioni di non poter dire niente alle famiglie lombarde”. Intanto, le Università della Lombardia hanno deciso di proprogare la chiusura fino al prossimo 7 marzo, poiché “ritengono che siano ancora attuali le ragioni cautelative che hanno condotto a sospendere le attività didattiche nella settimana iniziata lunedì 24 febbraio”. La proroga, si spiega in una nota, viene decisa “per sereno funzionamento delle attività istituzionali. La prospettiva è che tutte le attività possano riprendere lunedì 9 marzo e nel frattempo gli atenei si sono attivati per offrire agli studenti forme di didattica a distanza”.

“Ancora una volta non è il momento di abbassare la guardia o pensare di aver chiuso il problema”, ha spiegato l’infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli. La diffusione del coronavirus in Lombardia, ha continuato Gallera, è “circoscritta” in cinque aree. La situazione per il “90% dei pazienti si risolve senza problemi”, ma il “10% necessita di andare in ospedale”. Per tutti questi motivi “alcuni ospedali sono andati in grave difficoltà” (ieri il nosocomio di Cremona aveva lanciato l’allarme), anche perché “il 10% dei casi sono operatori sanitari” impiegati nei “presidi dei territori ad alta incidenza di contagi”.

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