Coronavirus, Trump pronto a bloccare voli da Italia e Corea del Sud

 

Stop ai voli da Italia e Corea del Sud, altre limitazioni per i viaggi e diversi miliardi di dollari stanziati per far fronte a una possibile epidemia su larga scala negli Stati Uniti del coronavirus: sono queste le prime misure che potrebbero trovare spazio nel piano anti-Covid-19 del presidente americano Donald Trump.

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“Stiamo seguendo attentamente cosa succede nei Paesi più colpiti, come Italia e Corea del Sud. Al momento non abbiamo ancora preso decisioni ma potrebbero esserci altre limitazioni per i viaggi”, ha detto Trump in conferenza stampa. Lo scenario di una diffusione del virus in territorio statunitense, ha fatto presagire The Donald, lascia aperta l’eventualità di un possibile blocco dei voli, provvedimento già adottato con la Cina.

In ogni caso, riferisce La Stampa, Trump ha affidato la gestione coronavirus al suo vice, Mike Pence. Quest’ultimo avrà il compito di coordinare il lavoro di tutte le agenzie coinvolte e far sì che ci sia un’efficace collaborazione tanto nella gestione del contagio quanto nella cura dei pazienti infetti.

Sul fronte economico l’inquilino della Casa Bianca aveva chiesto al Congresso 2,5 miliardi di dollari per affrontare la crisi ma i Democratici hanno rilanciato a 8,5, sottolineando come la somma proposta da Trump fosse troppo bassa. A quanto pare il tycoon ha detto di essere pronto ad accettare la proposta.

La preoccupazione cresce
Non manca una differente veduta tra la comunità dei medici e Trump. Mentre quest’ultimo è convinto che gli Stati Uniti abbiano fatto un lavoro eccellente nel contenere la minaccia rappresentata dal Covid-19, gli scienziati mostrano molta più prudenza. Il presidente, inoltre, è convinto che l’epidemia sia stagionale proprio come l’influenza e che finisca con l’arrivo di primavera ed estate, senza poi considerare la fiducia per la disponibilità di possibili vaccini.

La posizione di Trump è logica: in vista delle elezioni di novembre, The Donald non ha alcuna intenzione di diffondere il panico nel Paese e danneggiare i mercati. Intanto, però, la California si blinda. Proprio qui è stato annunciato il primo caso di “community spread”: un contagio non riconducibile a un viaggio in Cina o a un contatto con persone già malate. Il rischio, quindi, è che la trasmissione del coronavirus da persona a persona possa essere già iniziata anche negli Stati Uniti.

Nel frattempo cinque università hanno cancellato i loro programmi di studio in Italia. La lista degli atenei Usa include: Elon University, Fairfield, Florida International, la New York University e la Syracuse. Quasi tutti questi istituti avevano programmi a Firenze.

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