Schlein, la paladina delle Sardine al convegno con uno dei killer di Tobagi

 

Milano Buona, brava e naturalmente «coraggiosa», proprio come il nome della sua lista. Elly Schlein è la nuova stella della sinistra-sinistra, ha incassato il pieno di preferenze in Emilia-Romagna (22.098) e per questo ieri è stata nominata vicepresidente della giunta regionale.

«Elly» è una sardina al cubo: ha nel suo sito una foto con Romano Prodi ed è sorridente come Mattia Santori, l’altro anti-Salvini, che ieri ha incontrato il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano e presto vedrà forse il premier Giuseppe Conte. Elly però di politica ne capisce: nonostante la giovane età l’ha masticata già parecchio nel mondo da cui arriva, quello a cavallo fra Nichi Vendola e Pippo Civati. Qualcuno quindi guarda alla sua santificazione con una buona dose di scetticismo, e pensa che se le sue priorità sono davvero i diritti, il femminismo e il contrasto dell’odio, Elly avrà il suo bel daffare anche fra compagni e amici dei compagni.

Circola in questi giorni in rete il «volantino» della sua partecipazione al 16° convegno dei palestinesi in Europa, celebrato il 29 aprile 2018 ad Assago (Milano). Illustrando il programma ne aveva dato notizia l’imam di Segrate, Ali Abu Shwaima, noto per aver dichiarato che per una donna non è molto decoroso andare in bicicletta. L’imam aveva indicato fra gli organizzatori l’associazione dei palestinesi in Italia, la stessa che aveva organizzato le discusse manifestazioni anti-Israele del dicembre 2017 a Milano.

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Elly ad Assago era stata annunciata in un «panel» dedicato all’«ingerenza» di Trump e a «Gerusalemme capitale di Palestina», con altri deputati di sinistra, fra cui Maria Pia Pizzolante, che fra l’altro alla Camera aveva già convocato una conferenza stampa con una delegazione dell’Api di cui faceva parte Sulaiman Hijazi, apparso alla manifestazione delle sardine a San Giovanni. Fra i partecipanti al congresso di Assago, nel volantino ancora reperibile on line compare anche un referente del movimento Bds, quello che propone il boicottaggio dello stato ebraico. E compare l’«attivista» Francesco Giordano, che in questi anni si è messo in evidenza per gli appelli alla contestazione della Brigata ebraica al corteo del 25 aprile. Come hanno ricordato in una di quelle occasioni gli «Amici di Israele», Giordano ha fatto parte della «Brigata XXVIII marzo», responsabile dell’omicidio del giornalista Walter Tobagi. Sono passati 40 anni e Giordano ha scontato la pena. Di recente si era parlato di lui per un attacco a testa bassa rivolto a Lele Fiano, deputato Pd ed ex presidente della Comunità ebraica milanese, che resta bersaglio di farneticanti polemiche, come Roberto Cenati, presidente dell’Anpi Milano e come il sindaco Beppe Sala. Ma di recente ha definito la Schlein «una truffa». Oggi Giordano inneggia alle foibe e partecipa alle iniziative filo palestinesi e anti-israeliane, comprese quelle del dicembre 2017. Allora si parlava di Gerusalemme capitale d’Israele e il 9 dicembre, va ricordato, furono gridati slogan jihadisti e antisemiti, nonché insulti allo stato ebraico, come il 16 quando lo stesso Shwaima aveva parlato al megafono, infuocando i partecipanti e invocando una «intifada nuova contro questo progetto».

ilgiornale.it

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