Ormai siamo un porto franco: altra Ong sbarcherà a Messina

Sbarcheranno a Messina i 158 migranti a bordo della nave Aita Mari, il mezzo usato dall’Ong spagnola Salvamento Maritimo Humanitario per le sue missioni nel Mediterraneo centrale.

A comunicarlo è stata la stessa organizzazione presso il proprio profilo Twitter: “Abbiamo un porto! Le autorità italiane ci hanno informato – si legge sul social – che la nave Aita Mari è autorizzata a sbarcare le persone che abbiamo a bordo nel porto siciliano di Messina. Data la posizione nel Mediterraneo in cui ci troviamo, prevediamo di arrivare domani mattina”.

Il via libera allo sbarco della Aita Mari, è stato dato nelle scorse ore dal Viminale. La nave dell’Ong spagnola, era l’unica per il momento presente nello specchio d’acqua da dove in questi giorni sono transitati numerosi barchini partiti dalla Libia.

La Aita Mari, nello specifico, ha svolto più di una missione: la prima nella giornata di domenica, in cui i membri della nave sono riusciti ad intercettare ed a far salire a bordo 80 migranti che si trovavano all’interno di un’imbarcazione in difficoltà.

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La seconda invece, è avvenuta lunedì pomeriggio ed ha consentito di portare sul ponte della Aita Mari almeno 60 migranti. Considerando altri recuperi effettuati sempre nelle scorse ore, complessivamente sono 158 le persone che nella giornata di mercoledì approderanno nel porto della città siciliana.

Qui la Prefettura di Messina ha già attivato la macchina dell’accoglienza, con i mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine già mobilitati in attesa dell’arrivo dei migranti. Poche ore dopo l’ultimo salvataggio, la Salvamento Maritimo Humanitario aveva già iniziato a lanciare diverse richieste volte a trovare quanto prima un porto di approdo. In particolare, con un tweet delle ore 12:05 di questo martedì, dalla Aita Mari i membri dell’Ong spagnola hanno lanciato l’Sos relativa alla presenza a bordo dei 158 migranti in questione.

L’organizzazione protagonista delle ultime missioni nel Mediterraneo centrale, così come scritto domenica su IlGiornale.it, è una sorta di vera e propria “new entry”: fondata nel 2015 nelle Province Basche, la Salvamento ha iniziato però ad operare nello specchio d’acqua antistante la Libia soltanto sul finire del 2019. Il primo approdo in Italia della Aita Mari risale al 26 novembre scorso, quando a Pozzallo dalla nave sono scesi 78 migranti.

L’attivismo delle Ong negli ultimi giorni, costituisce ulteriore testimonianza di come la situazione sul fronte migratorio costituisca al momento una preoccupazione non di secondo piano. Il 2020 infatti è partito all’insegna dell’impennata di sbarchi, con mezzi provenienti soprattutto dalla Libia dove, a causa della guerra, l’attività delle forze di sicurezza locali appare ridimensionata. A partire dal 1 gennaio, complessivamente sono 1.771 le persone arrivate in Italia irregolarmente: nello stesso periodo del 2019, il dato era fermo a 215.

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