“Niente carne di maiale e vino”. Così la Chiesa si piega a Islam

 

Erano 1.500 le persone bisognose che hanno pranzato insieme a Papa Francesco, in occasione della Giornata mondiale dei poveri, la scorsa domenica.

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Nell’Aula Paolo VI, in Vaticano, le tavolate erano imbandite: il menù era composto da lasagnetta, bocconcini di pollo alla crema di funghi e patare, dolce, frutta e caffè. Un menù “accogliente”, anche per chi deve rispettare alcuni dettami, tipici di altre fedi religiose: bandita, infatti, la carne di maiale, per andare incontro anche ai possibili musulmani presenti al pranzo con Bergoglio. Ma la carne di maiale non era l’unica grande assente.

Secondo quanto riporta La Verità, infatti, anche il vino non sarebbe stato servito al pranzo coi poveri. Il motivo? Forse, anche in questo caso, sarebbe da legare alla presenza di islamici, tra i bisognosi invitati dal Papa. Così, secondo il quotidiano, uno dei simboli cristiani per eccellenza sarebbe stato bandito dalle tavolate dei poveri, per non mettere a disagio gli ospiti islamici del Santo Padre.

Il vino è di importanza centrale nel Cristianesimo: è il primo miracolo compiuto da Gesù. Nel Vangelo di Giovanni, infatti, si racconta l’episodio delle nozze di Cana: Gesù e Maria sono stati invitati a un banchetto di nozze ma, ad un certo punto, il vino finisce; così Maria chiede al figlio di fare qualcosa e lui, per tutta risposta, fa riempire le giare con l’acqua e la trasforma nel vino migliore. Così, il banchetto può continuare. Il vino è visto così come un simbolo di gioia, che accompagna i momenti di festa e di allegria. Ma non solo. Per i credenti, durante la messa, il vino si trasforma nel sangue di Cristo.

Se, quindi, eliminare la carne di maiale dal banchetto dei poveri può essere visto come un segno di rispetto verso persone di altre religioni, togliere il vino potrebbe essere interpretato come una sconfessione dei valori cristiani fondamentali.

Dall’altra parte, però, la scelta della Chiesa in occasione della Giornata mondiale dei poveri, potrebbe essere vista come volontà di accoglienza, anche verso persone che hanno credenze diverse da quelle cristiane. “Inseguiamo le nuvole che passano e perdiamo di vista il cielo”, aveva avvisato Bergoglio: un monito che può indicare come sia importante non il vino in sé, ma quello che rappresenta.

 

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