Salerno, arrestata dai carabinieri pericolosa latitante romena in fuga da 12 anni

La sua fuga è durata dodici anni, ma alla fine è stata arrestata a Scafati, nel Salernitano, dai carabinieri del nucleo investigativo di Napoli.

È finita la latitanza di Anca Maria Murg, 30enne di origine romena, ricercata per omicidio volontario aggravato in concorso e inserita tra i latitanti più pericolosi in ambito europeo. La donna era stata condannata a venti anni di reclusione in via definitiva dal Tribunale di Hunedoara in Romania. La vicenda risale al lontano 2007, quando in una discoteca di Tampa, zona romena dei Carpazi, insieme ad altre due persone, la Murg aggredì un ragazzo di 18 anni durante una lite. Il giovane fu colpito con calci e pugni, poi con una mazza da baseball e anche con un masso. Il colpo fatale gli fu inferto col tacco di una scarpa.

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Il giovane morì due giorni dopo in ospedale. La donna è stata trovata in provincia di Salerno dai carabinieri dopo una lunga attività investigativa, in collaborazione col servizio di cooperazione internazionale e ora si trova in carcere in attesa dell’estradizione. Per l’omicidio di dodici anni fa sono ricercati altri due giovani romeni, scomparsi anche loro subito dopo l’aggressione. Sono stati condannati dal tribunale nel 2013. Secondo la ricostruzione degli inquirenti i due avevano partecipato a una rissa tra gruppi nella discoteca, anche se il 18enne, massacrato a calci e pugni, era stato ucciso dalla donna arrestata. Non si esclude che anche gli altri due ricercati si siano nascosti in Italia.

Non è superfluo ricordare che i romeni costituiscono il nerbo principale dei quasi 2,5 milioni di lavoratori stranieri in Italia e gestiscono quasi 50mila imprese. I romeni sono di gran lunga la comunità straniera più nutrita in Italia. Per avere un’idea, al primo gennaio 2018 su 5.144.440 stranieri (regolari) residenti in Italia ben 1.190.091 erano romeni, quindi parliamo del 23,13%, a fronte dell’8,56% di albanesi, che sono secondi e staccatissimi, e del 5,65% di cinesi che sono terzi. Il fenomeno parte da lontano e ha avuto tre tappe fondamentali: il 1989, quando crollò il regime di Ceausescu; il 2002, quando in Romania ci fu la liberalizzazione dei visti turistici; il 2007 quando Bucarest fu ammessa nell’Unione Europea. E questo è un dettaglio che gonfia ancora le cifre, perché non solo i romeni in Italia da allora sono il doppio, ma anche perché nel conteggio ufficiale non ci sono i naturalizzati.