Violentata, comprata e costretta a prostituirsi dalla mafia dei nigeriani

Prima anni e anni di abusi sessuali nel suo Paese natale, in Africa, poi è stata scambiata per soldi come fosse un oggetto e, infine, è stata obbligata a prostituirsi.

Dalla mafia nigeriana. È questa la drammatica storia di una ragazza africana di 25 anni, attualmente residente in Italia, in Trentino Alto Adige.

L’assurda vicenda di Hope – nome di fantasia per garantire l’anonimato e la sicurezza alla giovane – è stata raccolta e raccontata da Il Dolomiti. Una storia purtroppo come tante, tantissime altre.

Già, perché ogni anno in Italia arrivano dal continente africano – ma anche dall’Est Europa – schiere di donne comperate e trattate come fossero delle vere e proprie schiave sessuali, da riversare sulle strade delle nostre città, costrette alla prostituzione. Come Hope, che è arrivata in Italia – sull’isola di Lampedusa – su uno dei tanti barconi che ogni giorno attraccano sulle coste italiane.

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Così è successo anche a “Speranza”, che all’età di 18 anni è stata obbligata a spogliarsi per essere valutata da una donna, chiamata “Madame”, che si occupa dei loschi traffici di prostituzione della mafia dei nigeriani. Un’organizzazione criminale da tempo ben radicata sul territorio italiano, specialmente dove il tessuto socio-culturale è fertile per la criminalità e l’illegalità, e ben capace di incunearsi nel traffico di esseri umani, nello spaccio di droga e, appunto, nella prostituzione.

Hope, scrive il quotidiano locale, è stata “vittima di violenze fisiche e psicologiche, costretta a rimanere ferma su una sedia con le mani legate per intere notti e a vivere per giorni con una sola ciotola di riso e dell’acqua sporca”. L’incubo inizia dopo la morte del padre: la madre, non potendo mantenerla, la affida alle cure di un “amico di famiglia”. Sarà lui l’orco che per tre anni la abuserà sessualmente, minacciandola di ucciderla se avesse raccontato la cosa, fino a venderla a qualche trafficante: “Bene, è arrivata una nuova pollastrella…”, si sente dire un giorno da un amico di quello che era diventato il suo padrone.

Da quanto si legge, la stragrande maggioranza delle giovani nigeriane vendute proviene dal cosiddetto Edo State, regione della Nigeria Meridionale dove il business della tratta degli esseri umani è, purtroppo, particolarmente florido: “Il target – secondo il report Easo Coi Nigeria ‘Women sex trafficking’ – sono ragazze che vivono in famiglie povere e spesso orfane, tra i 17 e i 28 anni”.

Hope alla fine è scappata e ce l’ha fatta ad affrancarsi dalla schiavitù della mafia nigeriana, ma è solo un’eccezione: chi finisce nelle grinfie della mafia nigeriana, spesso e volentieri, vi rimane prigioniero, per sempre.

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