Tormentano pensionato disabile per estorcergli denaro: 18 arresti

Nelle prime ore del mattino i carabinieri di Manduria (Comune in provincia di Taranto) hanno dato esecuzione a 20 misure cautelari personali a carico di altrettanti soggetti tutti di Sava.

Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di estorsione continuata in concorso, furto aggravato, rapina, detenzione e porto illegale di arma da sparo e atti persecutori. Le indagini condotte dai militari hanno portato alla luce una grave situazione di emarginazione e di violenza. Vittima un pensionato disabile 61enne affetto da problemi psichici. L’uomo veniva preso continuamente di mira da giovani del luogo (del gruppo facevano parte anche dei minorenni) che gli estorcevano denaro. I provvedimenti sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale Ordinario di Taranto e del Tribunale dei Minori. Dei 12 individui maggiorenni appartenenti alla baby gang, 5 sono finiti in carcere, 5 agli arresti domiciliari e 2 sono destinatari di divieto di avvicinamento alla persona offesa. Degli 8 minorenni, invece, 3 sono stati condotti in Istituti di Pena Minorile e 5 sono stati collocati in Comunità di recupero.

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Una vicenda spregevole che richiama alla memoria il caso di Antonio Cosimo Stano, il pensionato 66enne che morì a Manduria in seguito alle angherie di una baby gang. La cattiveria dei 16 ragazzi coinvolti (3 maggiorenni e 13 minorenni per i quali è stata chiesta la messa alla prova) sconvolse e suscitò indignazione in tutta Italia. I bulli da tempo usavano violenza sulla vittima, sia per derubarla che per gioco. Il tutto veniva filmato e le stesse riprese (definite in stile “arancia meccanica” da chi le ha visualizzate) giravano in chat come se fossero semplici video di intrattenimento. Le continue richieste di denaro erano accompagnate da insulti e aggressioni fisiche. Spinte, calci, pugni, i giovani usavano anche dei bastoni per terrorizzare l’anziano.

Gli assalti, ripetuti negli anni, avvenivano sia in casa del pensionato, sia all’esterno. Stano, affetto da problemi psichici che lo rendevano incline all’isolamento, ha dovuto subire altresì il dolore causato dall’indifferenza della gente. Molti paesani, infatti, assistevano alla barbarie, ma non intervenivano in sua difesa. A lasciare perplessi, le dichiarazioni degli stessi responsabili. Per uno di questi le vessazioni erano meri passatempi. Desideravano divertirsi, ridere, non di certo far del male. E stupisce la reazione della madre di un ragazzo poco più che 17enne, incredula dinanzi all’inaspettato nuovo volto del figlio, da sempre considerato timido e sensibile. Troppe sono le analogie con l’episodio di Sava. Spetterà ora alla Giustizia far luce su quanto accaduto e cercare di restituire dignità alla fragilità umana.